<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219</id><updated>2011-07-08T06:45:29.054+02:00</updated><title type='text'>ATHENAEUM</title><subtitle type='html'>&lt;big&gt;&lt;big&gt;
Dialoghi dell'interiorità
&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Fabrizio Sebastiani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>30</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-6870565580045591127</id><published>2009-11-24T15:02:00.002+01:00</published><updated>2009-11-24T15:04:47.782+01:00</updated><title type='text'>Pentole a pressione - di Anna Pedretti M. Id</title><content type='html'>(Roma, 30/10/2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pentole a pressione: ci si infila tutto dentro per cucinare. Così facciano della nostra vita,dei nostri sentimenti. Mettiamo tutto “sul fuoco”. Il fuoco di qualche interesse. E in mezz’ora tutto è pronto. Mettiamo tutto in questo pentolone per essere sbrigativi, per semplificare i problemi, per non affrontarli mai del tutto. E semplifichiamo anche i sapori della nostra vita. Non risolviamo i problemi attraverso vie complicate, lunghe e difficili. Sia sul piano professionale che, soprattutto, su quello relazionale. Ma affrontiamo molto spesso  la vita senza l’accortezza dovuta. Diventiamo così come una pentola a pressione. La sensazione è come se nella vita ci stia sfuggendo qualcosa. Immagazziniamo tutto e lo infiliamo in questa pentola a pressione. Dovremmo, invece, curare con attenzione tutti i piccoli aspetti della vita quotidiana, non cercando scappatoie per evitare di soffrire, per evitare preoccupazioni. Alla base di un comportamento del genere c’è, di solito, un istinto di autodifesa, un egoismo che ci porta a pensare troppo e male a noi stessi. E magari ci perdiamo quelle cose che potrebbero dare sapore alla nostra vita. Come il soffrire per uscire vittoriosi e forti da un periodo brutto della nostra vita. Soffrire per un amico, sacrificarsi, togliere tempo al proprio tempo per aiutarlo, questo è ciò che, ad esempio, può donare sapore alla nostra vita. E noi immagazziniamo e immagazziniamo, fino a quando ad un certo punto si deve far sfiatare la valvola, e lo si fa litigando con il nostro prossimo, a lavoro, in famiglia, diventando irascibili e di cattivo umore. Fino a piangere lacrime amare. Lacrime di solitudine.&lt;br /&gt;Abbiamo perso il gusto della vita? Qual è la nostra sensibilità a questi aspetti della nostra esistenza?&lt;br /&gt;Tutto ciò che facciamo ha sempre lo stesso sapore. D’altronde, mettersi in gioco è rischioso, perché potremmo perdere tutto quello che abbiamo guadagnato. Perché non riusciamo a vedere dove possiamo arrivare.  Nella quotidianità vissuta in maniera piatta ed automatica c’è il rischio di perdere il gusto delle cose, di perdere il contatto con gli altri. E’ così, ad esempio, che sul posto di lavoro vediamo il nostro simile non come un collega, una persona con cui si deve collaborare, ma come un rivale, uno che può togliere spazio alla nostra carriera. E’ pure vero che la quotidianità può essere vissuta in maniera serena (a lavoro si scherza con i colleghi ecc..), ma magari non ci da ricchezza per il futuro, ricchezza di valori, utilità per l’umanità. Una quotidianità vissuta in modo sereno, ma di cui non resterà niente. Una quotidianità che non comunica, che non lascia niente. Dove sono finite le relazioni umane più autentiche? Nemmeno nella famiglia, dove ci si litiga per una piccola eredità.&lt;br /&gt;A volte, allora, si sente il bisogno di sfogarsi, di far uscire un po’ d’aria da questa pentola a pressione dove immagazziniamo tutti i nostri sentimenti, le nostre emozioni. Tanta gente ha bisogno di sfogarsi, ma non sa con chi farlo. Perché è diffidente. Non si vuole scoprire, non vuole disarmarsi, mostrarsi debole e bisognosa d’aiuto. Le stesse persone bisognose di sfogo sono quelle che evitano il contatto con gli altri. A volte ci si sfoga con un estraneo incontrato da pochi minuti.&lt;br /&gt;Ma a volte questa valvola non funziona. Esce tutto di colpo e imbratta la cucina. Insomma...fa danni gravi. In alti termini, nel momento in cui ci si sfoga, le cose le devo tirare fuori nel modo giusto, cercando di dare un ordire alla mia interiorità, ai miei pensieri, a volte zittendo le mie pulsioni/passioni. Il rischio, altrimenti, è di ferire le persone, di reagire in modo non adeguato. Dopo che la pentola a pressione scoppia, infatti, la cucina è ormai un disastro. Così come bisogna sfogarsi in modo ordinato (interiormente), così bisogna immagazzinare in modo adeguato. Qual è lo strumento per immagazzinare/sfogare in modo adeguato? Un profondo raccoglimento interiore. Un intimo silenzio di tutte le ruminazioni, pensieri ossessivi, immaginazione e “lungometraggi” vari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-6870565580045591127?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/6870565580045591127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=6870565580045591127' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6870565580045591127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6870565580045591127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2009/11/pentole-pressione-di-anna-pedretti-m-id.html' title='Pentole a pressione - di Anna Pedretti M. Id'/><author><name>Pietro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06356075665472615171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-7673839510051697801</id><published>2009-11-24T14:16:00.006+01:00</published><updated>2009-11-24T15:00:21.188+01:00</updated><title type='text'>Muri e Ponti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partiamo da queste parole, tratte dall’inizio del film “Crash”, per introdurre in maniera un po’ insolita ma sicuramente mooolto espressiva il tema generale dell’Athenaeum della stagione 2009-2010: “Muri e Ponti”. Perché “muri e ponti”? Il concetto fondamentale è quello di relazione con gli altri. In quest’ottica il muro e il ponte sono due oggetti che si ergono invisibili tra di noi, tra me e te. Mi verrebbe da dire che quest’anno sul “banco degli imputati” del nostro salotto di incontri salirà la società in cui viviamo, ma sarebbe forse troppo banale, stracotto e troppo poco coinvolgente a livello personale. E’ comodo parlare di società, perché nel momento stesso in cui ne cantiamo i difetti ce ne tiriamo fuori, quasi come non ne appartenessimo, quasi come non ci toccasse, quasi come “tanto che ci possiamo fare”.  La teoria del battito d'ali della farfalla la conosciamo tutti, come dire che siamo perfettamente a conoscenza di quale sia il male della nostra società e di tutti i buoni propositi che potrebbero curare questo male, ma semplicemente...non ci va! Così ci limitiamo impotenti ad osservare, a lasciare che tutto corra, come se non potessimo fare nulla a riguardo, anche sapendo benissimo che noi siamo parte di quella società.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mondo non lo risaneremo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;scorrerà sempre la tristezza sulla terra,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma potremo, questo si, spargere un profumo,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;leggero attorno a noi, che qualcuno che lo avverta sia sorpreso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da un ricordo, una speranza, un cenno di consolazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mondo non lo risaneremo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per sempre ancora scorreranno vite su questa terra triste&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Su questo mondo che tristissimo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Costringe le vite a rifugiarsi nel timore,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;a consolarsi con pezzi già guastati di felicità d’avanzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a confondersi in amori messi insieme dalla pena.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non lo risaneremo il mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non ci resterà che amarlo.&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;tratto dal libro “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il tempo ormai&lt;/span&gt;” di Bernardo De Angelis, Missionario Identes&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E’per questo che parleremo di relazione con gli altri, è per questo che quest’anno sul banco degli imputati saliremo noi, uno di fronte all’altro. Ebbene di cosa parleremo quest’anno dunque? Nei nostri “dialoghi dell’interiorità” parleremo di noi, parleremo di come siamo immersi nelle nostre vite, nei nostri problemi, tanto da non renderci conto di chi abbiamo attorno. Andiamo avanti e dietro per le strade sfiorandoci ma senza mai toccarsi. Sembriamo tutti dentro campane di vetro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Le cose accadono nell’indifferenza di tutti, non si ha tempo per fermarsi a soccorrere, ad aiutare, non si ha tempo da dedicare agli altri, per riportare il sorriso, e se si vede la gente in difficoltà la vorremmo aiutare, ci fanno anche pena, ma abbiamo ben altro da fare, andiamo di corsa, abbiamo i nostri impegni, i nostri pensieri per la testa. Eppure, che farebbero alcune persone per avere un po’ di attenzione, persone che a volte vanno a letto senza aver parlato con nessuno! Ma si vive soltanto in funzione di noi stessi e per soddisfare le nostre aspirazioni. Tutto così di corsa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Cosa, dunque, cerchiamo noi uomini? Le soddisfazioni personali o un bene comune, un bene più grande? Perché se sono le prime di cui siamo in cerca, allora le pene, la tristezza, l’odio e il rancore nella nostra vita non finiranno mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al fuoco rispondiamo con fuoco. Se qualcuno ci fa torto perché non dovremmo difenderci? Per le strade, nei corridoi, sembriamo tanti piccoli giustizieri. Ognuno col suo ruolo da mantenere. Non ci accorgiamo che gli altri non sono mostri. Ma reagiamo, e inneschiamo una pena infinita che ci mette, ogni giorno, uomo contro uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indifferenza, la chiusura, sembra quasi essere l’unico mezzo di sopravvivenza che ci è rimasto. Non c’è spazio per l’altro, in un tempo in cui la maggiore preoccupazione che i genitori hanno nei confronti dei propri figli è “mi raccomando pensa a te stesso”, in un tempo in cui la parola “rispetto” è stata stravolta e, in un ottica totalmente egoistica, viene impugnata come baluardo del “lasciami in pace”, come arma per aumentare ulteriormente la distanza che non ci unisce, per innalzare ulteriormente il muro che ci separa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto ciò gli incontri dell’Athenaeum di quest’anno si pongono come tante piccole stazioni di sosta per riflettere su questi argomenti, per aiutarci a farci render conto che non siamo soli in questa società, per farci accorgere del nostro prossimo, delle persone che ci stanno attorno e che incontriamo nella nostra giornata. Ognuna di queste è un pezzo di storia, è una vita da salvare, è un anima da amare. Anche nel nostro piccolo, qualsiasi sia il ruolo che ricopriamo o ricopriremo in questa società, ogni occasione è, infatti, buona per “spargere un profumo”. Una via d’uscita a tutto ciò è sicuramente l’impegno personale, del tutto in controtendenza alle inclinazioni pigre ed egoistiche che abbiamo maturato vivendo i nostri giorni. Tanto più duro è digerire il fatto che questa sia la via d’uscita, tanto più è vero che è proprio di questo che abbiamo bisogno. Perché la società di oggi, la politica, la “mentalità all’italiana” ci porta fare l’esatto contrario, ovverosia a subire il fascino delle scelte più comode e arrendersi all’abitudine invece di mettersi in gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Athenaeum di quest’anno è pronto ad insegnarci a donare noi stessi agli altri anche se perdiamo una opportunità per noi. E’ pronto per insegnarci a ricercare i rapporti autentici, a fare dell'autenticità l'aspetto più normale. Chi è che insegna ai nostri incontri? Bhè…noi stessi! Con le nostre esperienze, le nostre impressioni, i nostri pareri e…le nostre ragioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-7673839510051697801?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/7673839510051697801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=7673839510051697801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/7673839510051697801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/7673839510051697801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2009/11/muri-e-ponti.html' title='Muri e Ponti'/><author><name>Pietro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06356075665472615171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-1152041738504650630</id><published>2009-01-24T19:13:00.015+01:00</published><updated>2009-01-24T19:35:09.649+01:00</updated><title type='text'>PARLAMENTO UNIVERSALE della GIOVENTU' (PUG)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_TQ0Eo0F4SjI/SXtdApD_EfI/AAAAAAAAAA4/zeA88rFN1Z4/s1600-h/ScreenShot002.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 382px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_TQ0Eo0F4SjI/SXtdApD_EfI/AAAAAAAAAA4/zeA88rFN1Z4/s400/ScreenShot002.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294928052508103154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Verso una Magna Carta di valori per una nuova civiltà"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest’anno nel nostro Atheneum approfondiremmo insieme gli argomenti proposti dal PARLAMENTO UNIVERSALE DELLA GIOVENTU’ (PUG),  foro promosso dalla Associazione Giovanile Gioventù Idente, dove tutti i giovani di qualsiasi ideologia, cultura e condizione sociale, possano unirsi per discutere quei temi  oggetto della sua preoccupazione e manifestare le sue conclusioni in modo che la sua voce possa essere ascoltata a livello mondiale.&lt;br /&gt;Lo scopo dei nostri prossimi incontri sarà, produrre insieme un materiale conclusivo delle nostre riflessione da poter presentare nella prossima sessione plenaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PUG 2008-2010: “Verso una Magna Carta di valori per una nuova civiltà”, ha come temi di riflessioni per quest’anno:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La persona&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La società&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La libertà&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’uguaglianza&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La solidarietà&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La giustizia, il diritto e la pace&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’educazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’economia e il lavoro&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La tutela dell’ambiente&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;La prima sessione plenaria si terrà a Roma dal 26 al 30 giugno 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti aspettiamo al Caffè di Ripetta, in Via di Ripetta 232 a Roma ogni ultimo venerdì del mese, ore 20.30.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Per un maggiore approfondimento ti invitiamo a visitare la pagina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.puj2009.org/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;layout=blog&amp;amp;id=1&amp;amp;Itemid=61&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-1152041738504650630?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/1152041738504650630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=1152041738504650630' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1152041738504650630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1152041738504650630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2009/01/parlamento-universale-della-gioventu.html' title='PARLAMENTO UNIVERSALE della GIOVENTU&apos; (PUG)'/><author><name>Pietro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06356075665472615171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_TQ0Eo0F4SjI/SXtdApD_EfI/AAAAAAAAAA4/zeA88rFN1Z4/s72-c/ScreenShot002.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-1743765231251299317</id><published>2008-11-10T19:14:00.022+01:00</published><updated>2008-11-11T18:16:43.067+01:00</updated><title type='text'>L'effetto domino (Roma, 31 Ottobre 2008)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Critica all’uomo di questo tempo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Pietro Picerno&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanti di noi ogni giorno si scontrano con ciò che c’è di sbagliato nella società moderna (l’egoismo, il consumismo, gli idoli, il clientelismo, le guerre tra popoli ecc...), e quanti di noi vorrebbero che le cose cambiassero. Ma nessuno oramai osa neanche più immaginare che un cambiamento possa avvenire, perché alla fine a comandare non siamo mica noi. Cosa potremmo fare nel nostro piccolo mondo, nella nostra piccola quotidianità. E’ chiaro allora che se si sente parlare di piccoli gruppi che si riuniscono con il sogno addirittura di cambiare la società, di fondare una nuova civiltà, l’attenzione che si dedica ad un’iniziativa del genere è soltanto di circostanza. Il pregiudizio su questo tipo di iniziative, che vengono ritenute senz’appello utopistiche, è chiaramente molto forte. L’impressione che queste persone stiano soltanto perdendo il loro tempo viene spontanea. Chissà perché l’uomo la pensa così. Forse perché ha smesso di sognare, forse perché non capisce che la sua vita è in relazione con gli altri, e non circoscritta ai propri interessi. E’ ciò che è capitato a me stesso quando i Missionari Identes mi hanno parlato di un grande progetto, il Parlamento Universale della Gioventù, che ha come finalità niente poco di meno che “restaurare la convivenza umana, tanto nella teoria come nella pratica, elevandola a vera convivenza d’amore”. Con il mio pregiudizio, passività e negatività ho subito pensato che si trattasse di un progetto utopistico, una di quelle cose che probabilmente ogni buona fondazione religiosa deve prima o poi fare tanto per metterci un timbro e per dire “ci abbiamo provato”. Da parte mia ho pensato che per me sarebbe stato alla fin fine un altro “esercizio di buon cristiano”. Cosa possono fare d’altronde le idee di un gruppo di persone contro una società il cui destino viene segnato dai politici, dai grandi della Terra, dall’economia, dai media...loro si che decidono le sorti di questa nostra società. Ma perché quando si parla di cambiare il mondo si pensa sempre che sia compito di altri e non il nostro? Perché non ci sentiamo mai toccati, neanche minimamente sfiorati da ciò? L’Atheneum scorso sul “vero bene comune” e quello appena concluso su “l’effetto domino” mi hanno fatto poi capire la concretezza e la fattibilità del progetto del Parlamento Universale della Gioventù, in quanto il cambiamento di questa società parte proprio da noi stessi e, poco a poco, come un effetto domino, si ramifica introno a noi e poi ancora chissà dove fino ad arrivare a colore che, educati ad una vera convivenza di amore, saranno chiamati a guidare le sorti del nostro pianeta. L’impegno è uno solo: chi decide di farsi portatore di nuovi valori deve lui stesso in prima persona viverli silenziosamente, in maniera concreta e con perseveranza diventandone testimone vivente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L’effetto domino&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;di David G. Murray, M. Id. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò che facciamo, sia di buono che di cattivo, ha dei riflessi, delle ripercussioni sugli altri. Non solo chi ci sta attorno (famiglia, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola), ma anche persone che probabilmente non incontreremo mai nella nostra vita. Effetti silenziosi che a poco a poco si propagano nella società.&lt;br /&gt;I fondatori, sia nel campo civile che in quello spirituale e religioso, sono casi esemplari di come un idea, un sogno nato da un esigenza concreta e mosso dall’amore verso l’umanità abbia iniziato un processo che si è propagato a distanza di anni, di persone e di luoghi e ha avuto un impatto nelle varie civiltà contemporanee e successive sparse sul nostro pianeta. Seguono alcuni esempi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;1. Fondatori in campo civile&lt;/em&gt;:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- “Barefoot College” di Sanjit Bunker Roy&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’idea, nata nel 1972, era di reclutare donne dai paesi più poveri del mondo. Molte di queste sono analfabete. In molti casi l’insegnamento avviene con i gesti. A queste donne viene insegnato a montar circuiti elettrici e pannelli solari per l’autosufficienza elettrica di villaggi. Poi queste donne tornano nei loro rispettivi villaggi e montano pannelli solari, coprendo oltretutto la figura professionale di elettricista di quel posto. Perché solo donne? Perché gli uomini, a parere del professore indiano, pensano subito solo ai soldi e alla conquista dimenticandosi della realtà dalla quale provengono e della finalità della loro formazione. E’ un idea molto creativa. Tutti i fondatori sono infatti caratterizzati da una grande creatività. Anzi geniale: educare donne provenienti da villaggi poveri affinché queste facciano del bene a chissà quanta altra gente dei loro rispettivi villaggi. E’ come seminare un seme che avrà tanti frutti altrove. E’ evidente come questa idea miri ad un bene comune, ad un bene più grande. Eppure agli inizi degli anni ’70 sembrava agli occhi di tutti un progetto inutile e irrealizzabile, ma nata in una piccola realtà del territorio indiano aveva la pretesa di avere una ripercussione a livello mondiale. Il professore indiano è stato però perseverante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(&lt;a href="http://www.barefootcollege.org/"&gt;www.barefootcollege.org/&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.unesco.org/courier/2000_03/uk/dossier/txt02.htm"&gt;www.unesco.org/courier/2000_03/uk/dossier/txt02.htm&lt;/a&gt; ) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;em&gt;Fondatori in campo religioso&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;- S. Giovanni di Dio (1500)&lt;br /&gt;Finito in manicomio perché, a seguito di una predica di S. Giovani d‘Avila che aveva ascoltato in una piazza, attraversò una grande crisi di fede, distrusse la sua libreria, andò in giro per la città agitandosi e rotolandosi per terra e rivolgendo ai passanti la frase che sarebbe divenuta l'emblema della sua vita: “Fate (del) bene, fratelli, a voi stessi”.&lt;br /&gt;In questo manicomio, dal quale fu rilasciato una volta constatato che non era affatto pazzo, rimase colpito dalle condizioni in cui vivevano le persone ivi rinchiuse. Da lì si occupò dei malati di mente e fu il pioniere del trattamento psichiatrico. Prima di lui, infatti, la gente che veniva rinchiusa nei manicomio era trattata in maniera disumana e senza alcun rispetto. Lui abolì questi metodi fino allora in vigore, diede dignità ai malati proponendo una terapia basata sul lavoro. Approccio che viene adottato tutt’ora. S. Giovanni capì, infatti, l’importanza che il lavoro ricopre per l’uomo. Fu il fautore dell’umanesimo psichiatrico. Fondò un ordine ospedaliero, il Fate bene fratelli, che noi tutti conosciamo.&lt;br /&gt;2&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt; S. Camillo (1550). Giovane pigro e rissoso, il padre decise di avviarlo alla carriera militare. Ma, nel 1570, un' ulcera al piede lo costrinse ad abbandonare la compagnia. Trascorse così numerosi anni nell'ospedale degli Incurabili a Roma. Qui maturò definitivamente la sua vocazione all'assistenza dei malati e, insieme ai primi cinque compagni che, seguendo il suo esempio, si erano consacrati alla cura degli infermi, decise di dare vita alla "compagnia dei Ministri degli Infermi". L’impatto che i Camilliani hanno avuto nel campo civile è fondamentale. La croce rossa portata sul petto dell’abito dei Camillini mentre soccorrevano i soldati feriti sui campi di battaglia delle guerre dell’800 sono da inspirazione per la fondazione della moderna Croce Rossa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Si può concludere che questi fondatori hanno visto una cosa a cui non c’era soluzione e a cui hanno dato una soluzione che ha poi coinvolto anche altri. La fondazione (non per forza religiosa) proviene dall’amore incondizionato verso l’umanità. In questa azione fondatrice bisogna essere attivi, creativi. E se qualcuno ha avuto un idea positiva noi non dobbiamo negarla ma arricchirla.&lt;br /&gt;Quando si crede in certi valori, però, capita spesso di avvertire un certo senso di impotenza nell’affermarli e nel diffonderli. Ci si scontra, infatti, con una società che impone certi modi di vivere e di pensare. E’ anche vero, però, che nessuno dei tre esempio citati avrebbero mai fatto qualcosa se avessero seguito la società di allora. Quando si ha un idea, una intuizione, prima di affermarla e cominciare a diffonderla bisogna avere un segno, conferme esterne su che effetto producono le tue idee, i tuoi esempi. Questo è il processo di scoperta, di osservazione che precede la fase di partenza. Si verifica se gli altri accettano la tua idea. E’ una fase che necessita di pazienza e costanza. Ci vuole perseveranza per cambiare le cose, per cambiare il mondo. Non si deve mollare alle prime critiche che certamente verranno. Se si crede in certi valori e si sogna una società rifondata su di essi, il primo passo da fare è cominciare da noi stessi a comportarci in maniera coerente con quei valori. Poi la gente, se è interessata, verrà da noi. La nostra personalità, il nostro modo di fare influisce molto sugli altri. Gesù Cristo era così. Si comportava diversamente da tutti. Non era nessuno, non aveva alcun ruolo, alcun incarico. Ciò che trascinava la gente a lui era il suo modo di essere. Non aveva le stesse ambizioni degli altri, non parlava con gli altri, non aveva i pregiudizi degli altri. Chi cambia il mondo ha sempre una singolarità che agli occhi degli altri può sembrare strana. Di Cristo, infatti, si pensava che fosse matto. Per essere fondatori, ancora prima della perseveranza, ci vuole la saggezza: vedere qualcosa che deve essere cambiato non per i propri interessi ma per l’interesse degli altri. E se non possiamo cambiare le cose grandi allora cominciamo con il cambiare quelle piccole. La vita è fatta di cose piccole. Si può cominciare, ad esempio, dal nostro comportamento: se vedo che il mio modo di manifestarmi agli altri e di relazionarmi con gli altri non funziona, allora posso cambiarlo. S Francesco: vedeva che la chiesa di quel tempo era troppo attaccata alle ricchezze terrene, e allora decise di spogliarsi di tutti i suoi beni. Ma non disse di farlo agli altri (come fanno i politici), ma lo cominciò a fare lui. Lo impose a se stesso. Le nostre ispirazioni, infatti, non hanno nessun valore se non siamo noi i primi a fare così. S. Francesco quando parlava della povertà convinceva tutti perchè lui era povero. Come si fa a parlare di un valore se non lo si vive e lo si trasmette in prima persona? Se non siamo da esempio? Allo stesso modo, se si è egoisti si può distruggere ciò che si ha attorno. Noi viviamo oramai per noi stessi e ci dimentichiamo di chi abbiamo attorno, dei nostri amici, dei nostri colleghi di lavoro. L’ambiente che ci sta attorno sarà influenzato negativamente dal nostro modo di essere. Cambiare il mondo? E in che maniera, se oramai si ha paura di fare certe cose perché i nostri pari, la gente che abbiamo attorno ci giudica. Ciò influisce molto sulle nuove generazioni, sui più giovani, per i quali è difficile distaccarsi dalla corrente del momento, da quello che la tv o la propria comitiva impone di essere. D’altronde una persona non cambia finché non lo vuole. Però possiamo mostrare noi stessi a loro. E’ così che se si è in Cristo, gli altri guarderanno Cristo in noi. In tutto ciò bisogna avere molta pazienza con gli altri e poca pazienza con noi stessi. In altre parole, è vero che dobbiamo dare l’esempio, ma dobbiamo essere allo stesso tempo pazienti e tolleranti se gli altri non condividono il nostro esempio o i valori in cui noi crediamo e che vogliamo promuovere. Bisogna accettare gli altri, capire i loro bisogni, ma non smettere mai di dare il meglio di noi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Domande a cui provare a rispondere - spunti per riflessioni personali:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;1. Cos’è che ci piacerebbe &lt;span style="font-family:georgia;"&gt;cambiare&lt;/span&gt;? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2. Dov’è che vorremmo innescare questo effetto domino (in famiglia, tra gli amici, a lavoro ecc...)?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3. &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Riflettere &lt;/span&gt;se l’effetto domino non parte per colpa di chi ci sta a torno o per colpa nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LA POESIA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"...del Dove e del Quando"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Luca Equizi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il dove è più importante del quando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se devi incontrare un amico preferisci che lui ti dica: ci vediamo a Piazza Lorenzini o, piuttosto che ti dica ci vediamo alle dieci?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Assetato…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Guardi indeciso ad un mezzo bicchiere con dell’acqua straordinaria&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ponderando se sia mezzo pieno o mezzo vuoto&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pensi confuso al tuo destino sotto un cielo con l’acqua nell’aria&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Riflettendo ad occhi chiusi su se una scelta sia necessaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non la tocchi, non la senti questa aria che ti porta &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Che ti inganna ad ogni istante mentre la vita vola via&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel giudizio su un bicchiere un secondo si è bruciato&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E quel tempo che è passato un fondo vuoto ha lasciato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dopo un numero interminabile di giorni, dopo tanti anni,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;quel mezzo bicchiere vi starà accanto, non importa quando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Giacerà li raggomitolato ai piedi del vostro timone,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;magro, asciutto come le radici contorte torturate dal Sole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I vostri occhi spalancati, sbarrati, rimarranno fissi in quel nulla,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;intuibile e anonimo, in cui i morti trovano il sollievo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;che gli venne negato durante il loro Errare da vivi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Chi non decide non sbaglia mai?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I morti non sbagliano mai.&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;(antico proverbio)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-1743765231251299317?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/1743765231251299317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=1743765231251299317' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1743765231251299317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1743765231251299317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/11/leffetto-domino-roma-31-ottobre-2008.html' title='L&apos;effetto domino (Roma, 31 Ottobre 2008)'/><author><name>Pietro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06356075665472615171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-4845481991595753395</id><published>2008-10-23T10:01:00.003+02:00</published><updated>2008-10-23T10:08:47.901+02:00</updated><title type='text'>Il vero bene comune (Roma, 3 Ottobre 2008)</title><content type='html'>INTRODUZIONE di Alessandra Carrafelli&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dai dialoghi dell’interiorità alle fondamenta di una nuova civiltà&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In questo nuovo anno cercheremo di dare direzione e senso al percorso che abbiamo fatto negli anni precedenti, partendo da una costatazione.&lt;br /&gt;Perché quando ci accade qualcosa di bello, ad esempio superiamo un esame all’università, o decidiamo di sposarci, o facciamo nuove amicizie, sentiamo sempre il desiderio di comunicare l’esperienza positiva che ci è accaduta, di far partecipi gli altri della nostra felicità!?&lt;br /&gt;Il percorso interiore dei due anni precedenti  non sarà in noi effettivamente efficace se non rendiamo partecipi gli altri delle nostre scoperte. A cosa ci serve conoscere i nostri difetti, le nostre paure, sapere come affrontare quei sentimenti contrastanti che limitano la nostra vera capacità di giudizio o quanto la ragione influenzi la vita nelle scelte quotidiane? Perché devo trasformare ciò che limita la mia vera libertà, se non è per condividere con le persone che amo quello che ho appreso, ciò che di bello possiedo?&lt;br /&gt;Partendo appunto da questa costatazione oggettiva, cioè della necessità che ogni essere umano ha di condividere la bellezza (questa può essere la parola che riassume tutte le esperienze positive che facciamo), abbiamo pensato di indirizzare questo nuovo ciclo di incontri verso la scoperta di quei valori che stanno alla base di una civiltà, costruirne le fondamenta…ma non di una civiltà qualsiasi, non vogliamo iniziare una ciclo di discussioni astratte.&lt;br /&gt;Sembra un po’utopistico ma il problema fondamentale è che non abbiamo più sogni, o meglio i nostri sogni, quelli veri, quelli per cui siamo disposti a lottare ad impegnarci non considerano più l’altro, la comunità dove viviamo, ma soltanto noi stessi, arrivano dove arriva il nostro sguardo.&lt;br /&gt;Costruire le fondamenta di una nuova civiltà vuol dire allungare il mio sguardo al di là della porta di casa e questo richiede necessariamente un impegno personale altrimenti le fondamenta non reggeranno.&lt;br /&gt;Lungo la storia, gli uomini hanno scritto costituzioni, carte fondanti, dichiarazioni di intenti meravigliose, ma sono tutte fallite la nostra civiltà sta crollando perché sono tutte basate sull’individualismo, manca il compromesso personale in rapporto con l’altro.&lt;br /&gt;In questa nuova stagione di incontri affronteremo temi che riguardano questa relazione collettiva, che mi lega all’altro con fili invisibili.&lt;br /&gt;Per iniziare abbiamo pensato di fare un accenno al bene comune perchè spesso considerato semplicisticamente come risultante dalla volontà della maggioranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APPROFONDIMENTO di Josè Manuel Ballestros&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cos'è il vero bene comune&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E’ un concetto politico, perché si riferisce alla società e non all’individuo. Si riferisce agli uomini che si organizzano. Comunemente il bene comune è inteso come quell’insieme di regole che permettono alle persone di stare assieme rispettandosi mutuamente. Darsi delle regole che devono essere rispettate altrimenti il sodalizio viene sciolto. Ma questa accezione, prettamente politica, considera l’essere umano solamente come un individuo e il bene comune una specie di contratto, di accordo.&lt;br /&gt;Ma, più che individuo, l’essere umano è una persona, con diritti, doveri, e una DIGNITÀ.&lt;br /&gt;In quest’ottica, il bene comune aiuta l’individuo a realizzare se stesso come  persona. Innanzitutto, se una persona ha delle particolari caratteristiche, queste dovranno essere rispettate.&lt;br /&gt;L’essere umano, da solo, non può realizzare se stesso.&lt;br /&gt;Il concetto fondamentale è quello di RELAZIONE CON GLI ALTRI.&lt;br /&gt;Questa interrelazione ci fa progredire nel concetto di bene comune.&lt;br /&gt;Nella persona c’è la presenza del suo creatore (Rielo la chiama “presenza costitutiva”).&lt;br /&gt;Questa presenza forma la persona. In questa accezione il bene comune è l’insieme di quelle cose che permette alla persona di sviluppare al meglio la sua natura. Tutto (la società, la famiglia, la politica) deve essere in funzione di questo bene comune. Ne deriva che per sviluppare il proprio essere, la persona non può scegliere da se che cos’è il bene comune. Il rispetto dei diritti e della dignità di un uomo fa parte di questo bene comune. La società, la politica, non solo devono rispettare i diritti della persona, ma devono anche farli progredire.&lt;br /&gt;NON SI PUÒ PARLARE DI FRATELLANZA (come i francesi facevano quando parlavano di egalité, liberté et fraternité) SE NON C’E’ UN PADRE COMUNE.&lt;br /&gt;Al massimo si può parlare di uguaglianza.&lt;br /&gt;Da qui possono nascere due tipi di problematiche. Prima di tutto va chiarito cos’è una persona. Nella società moderna questo non è affatto chiaro (vedi aborto, pena di morte, stermini, terrorismo ecc...) e poi, chi si prende la responsabilità di aderire e impegnarsi per il bene comune?&lt;br /&gt;Deve esserci una via d’uscita alternativa a quella proposta dalle società attuali.&lt;br /&gt;Qual è questa strada? E’ l’impegno personale, non la teoria (ossia ciò che fanno le società attuali).&lt;br /&gt;Se considerassimo la stretta relazione di unità che abbiamo, capiremmo che le conseguenze delle nostre scelte devono importarci tanto quanto le scelte stesse.&lt;br /&gt;Spronare la società, affinché la cura degli interessi personali non sia confusa con la libertà di poter calpestare gli interessi altrui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-4845481991595753395?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/4845481991595753395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=4845481991595753395' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/4845481991595753395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/4845481991595753395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/10/il-vero-bene-comune-roma-3-ottobre-2008.html' title='Il vero bene comune (Roma, 3 Ottobre 2008)'/><author><name>Pietro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06356075665472615171</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-3524473889104060055</id><published>2008-07-01T23:55:00.022+02:00</published><updated>2008-12-11T10:05:34.757+01:00</updated><title type='text'>Atheneum Artistico - Roma, 27 giugno 2008</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;L'arte di stare assieme...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqojAzIKNI/AAAAAAAAABg/ZT9TAU09QJ4/s1600-h/20080627-atheneum+artistico+gruppo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218168437725472978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 402px; CURSOR: hand; HEIGHT: 273px; TEXT-ALIGN: center" height="247" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqojAzIKNI/AAAAAAAAABg/ZT9TAU09QJ4/s320/20080627-atheneum+artistico+gruppo.jpg" width="336" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Ecco alcune delle fotografie degli artisiti e delle opere presentate nella serata artistica di fine stagione:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Da "Paesaggio&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; nudo" (&lt;em&gt;di Fernando Rielo Pardal&lt;/em&gt;):&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Voce dell’universo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;La tua parola è la rugiada del mio dolce grido&lt;br /&gt;che come uccello errante si perde tra le nubi&lt;br /&gt;che solo sanno di se stesse.&lt;br /&gt;Ahi, grido a me stesso&lt;br /&gt;che io in me… mai mi ritrovo.&lt;br /&gt;Chi sono io, allora… ? tramonto&lt;br /&gt;forse, che canta e piange nello stesso tempo?&lt;br /&gt;Non riesco neppure a vedermi&lt;br /&gt;nel mio grido ultimo senza che mi restituisca&lt;br /&gt;e resti preso nelle mie stesse mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il cielo continua ad andare…&lt;br /&gt;come se io non esistessi!&lt;br /&gt;No, Dio mio. Non voglio essere per me stesso&lt;br /&gt;come la terra che gemendo calpesto.&lt;br /&gt;Magari, come l’aria che non ha tana.&lt;br /&gt;O come il povero dimenticato caduto nella sera&lt;br /&gt;a cui basta l’ombra per non esser visto&lt;br /&gt;da nessuno, nessuno. E possa infine… essere&lt;br /&gt;un’altra cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere con te…&lt;br /&gt;la voce dell’universo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Ascolta! è un pezzo musicale di Astor Piazzola:&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Libertango&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;arrangiato per due chitarre (Alessandra &amp;amp; Daniele)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218170929413738082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqq0DD5zmI/AAAAAAAAABo/cMxtkUHmK5E/s320/20080627-atheneum+artistico+chitarre.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Un po' di pittura! Gabriella ci presenta il suo dipinto olio su tela:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;"La Ricerca di se"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218178159252031554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" height="198" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqxY4TrSEI/AAAAAAAAACY/afRf5aDx3OU/s320/20080627-atheneum+artistico+gabriella.jpg" width="230" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218171681882106802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqrf2OV67I/AAAAAAAAABw/X69DUVia_hE/s320/20080627-atheneum+artistico+dipinto.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Passi di danza! Ballo semi-classico indiano: "Jiya Jele"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218172244416977698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqsAl1G2yI/AAAAAAAAAB4/J7zUpO_UCeE/s320/20080627-atheneum+artistico+jiya+jale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;(Rincy, Deensa , Taniya &amp;amp; Sujitha)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Una poesia di Laura Simeone:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Vorrei vederti ancora...&lt;br /&gt;Vedere ancora&lt;br /&gt;Che possiamo condividere&lt;br /&gt;Di questa povertà&lt;br /&gt;Che ci circonda,&lt;br /&gt;Di questo dolore&lt;br /&gt;Che ci sorprende ferendoci,&lt;br /&gt;di questo deserto&lt;br /&gt;che ci lacera l’anima,&lt;br /&gt;di questo nulla&lt;br /&gt;che cancella il nostro sguardo.&lt;br /&gt;Vorrei vederti ancora…&lt;br /&gt;Tornare a vedere&lt;br /&gt;Che possiamo condividere&lt;br /&gt;Di questo amore&lt;br /&gt;Che ancora sfugge&lt;br /&gt;dalle nostre mani fredde&lt;br /&gt;E ci ritorna solo&lt;br /&gt;Una malinconia di piombo…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Cantautrici in erba! Una canzone composta da Lizza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218176307333007666" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqvtFXxiTI/AAAAAAAAACQ/iysLu0NQvXw/s320/20080627-atheneum+artistico+lizza.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;GRAZIE a tutti gli AMICI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;che ci hanno accompagnato in questi mesi e in particolare per questa serata con i loro contributi artistici, arrichendola con spontaneità e buon gusto...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218173999263473554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqtmvJHX5I/AAAAAAAAACA/ns-Gl0YS4ss/s320/20080627-atheneum+artistico+invitati.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;OPS!!!! ci siamo dimenticati dei presentatori...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Una&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;MENZIONE D'ONORE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;ad Emanuela &amp;amp; Pierdonato che ancora una volta hanno risposto con generosità all'invito di condurre questa serata, dando un tocco di allegria e buon umore, rendendola indimenticabile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218174465923895778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGquB5loUeI/AAAAAAAAACI/As4hHgbAvyk/s320/20080627-atheneum+artistico004.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;Buone vancanze &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;e riposatevi!!!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;perché &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;a settembre RICOMINCIAMO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;con qualche NOVITA'&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;Atheneum&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;settembre 2007 - giugno 2008&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-3524473889104060055?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/3524473889104060055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=3524473889104060055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/3524473889104060055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/3524473889104060055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/07/atheneum-artistico-roma-27-giugno-2008.html' title='Atheneum Artistico - Roma, 27 giugno 2008'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/SGqojAzIKNI/AAAAAAAAABg/ZT9TAU09QJ4/s72-c/20080627-atheneum+artistico+gruppo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-795120809938025934</id><published>2008-05-20T17:54:00.003+02:00</published><updated>2008-05-20T18:03:22.501+02:00</updated><title type='text'>Il difetto - Pietro Picerno (Roma, 9 maggio 2008)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Definizione: dal latino defectus mancanza, da deficere mancare, venir meno. Sinonimi: limite, scarsità, imperfezione, colpa, peccato, errore.&lt;br /&gt;Considerata questa definizione, e considerato anche il senso comune con cui ci si riferisce a questo termine, un difetto genericamente sembra essere qualcosa in noi che non va, un nostro limite, una nostra imperfezione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come ci poniamo nei confronti dei nostri difetti? Innanzitutto per noi, cos’è un difetto? Che percezione ne abbiamo, se ne abbiamo. Quanto li consideriamo gravi? Li consideriamo un peso, qualcosa per cui migliorare, o semplicemente li rendiamo nostri “compagni di viaggio” affrontandoli con un semplice “sono fatto così, che ci posso fare...”?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Se, dunque, abbiamo definito il difetto come una mancanza, un limite, un qualcosa che in noi non va, è importante allora chiedersi: rispetto a cosa o a chi questo nostro qualcosa non va? In altri termini, cos’è o chi è la misura o il paragone per cui posso affermare che una caratteristica che osservo in me stesso è un difetto? Molto spesso la misura, il termine di paragone di tutto questo è ovviamente, ciò che ci sta attorno, i nostri colleghi di lavoro, la nostra famiglia, nostra moglie/marito, la fidanzata etc..Quante volte ci è capitato che chi ci sta attorno è proprio colui che ci attribuisce un difetto, che stabilisce che noi abbiamo dei difetti. A lavoro, ad esempio, i nostri colleghi possono “catalogarci” come lenti, poco brillanti, non autonomi o svelti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte però può risultare positivo il fatto che chi ci sta attorno, ci mostri difetti di cui altrimenti non ce ne saremmo mai resi conto. Anche se spesso è dura riuscire a raccogliere in modo fruttuoso queste critiche, a causa del nostro orgoglio, e del nostro egocentrismo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La maggior parte delle volte la critica, ci sembra offensiva, ed iniziamo a guardare il nostro collega di lavoro (o amico, o famigliare etc..) come un nemico, un concorrente, proprio perché sta attuando come tendenzialmente facciamo noi, cioè mettendosi come parametro di misura. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Tutto ciò che tu sei, che fa parte di te e che a lui non va bene, allora sono difetti che tu hai”.&lt;br /&gt;Ciò che quindi può apparire come un difetto, in realtà non sono altro che i nostri limiti intellettivi, le nostre umane debolezze, a volte persino i nostri principi morali alla quale la società super competitiva in cui oggi viviamo, ci mette di fronte. Perché a volte ci vuole schiacciare, demoralizzare, farci sentire spesso inutili. La faccenda è talmente grave che può portare l’uomo al suicidio. Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro ai suicidi di massa dei giovani giapponesi? O ai suicidi delle persone che vengono licenziate dal lavoro? Spesso alla radice di una decisione così grave (togliersi la vita) non c’è di per se l’aver perso il lavoro, uno stipendio, ma molte volte c’è la frase gelida di un collega o del datore di lavoro che ti dice “tu non vali niente”. Sul posto di lavoro, la superbia di altri ci può far sentire poco bravi, addirittura incapaci. Pare quasi che in questa società super competitiva chi non risulta bravo, bello, forte, brillante e competitivo allora ha un mucchio di difetti per la quale sentirsi non all’altezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Bene carissimi amici, se questi noi li identifichiamo come difetti, che sono poi, ripeto, per la società, limiti e debolezze, allora non pensateci affatto perché non c’è nulla di cui preoccuparci. Dio ha dato ad ognuno di noi dei doni, delle virtù particolarissime che fa di ognuno delle creature preziosissime e uniche! Ognuno di noi è davvero grande. Ma questi doni che pur possediamo non sono per noi, non sono per renderci grandi agli occhi degli altri, ma sono per essere donati agli altri, per il bene del nostro prossimo. In questo consiste la grandezza dell’uomo. Nel donarsi, nel donare gioia con i nostri sorrisi, con le nostre parole di conforto, con il nostro aiuto quante vite possiamo salvare! Davanti al Signore, per come lui ci ha creati (a Sua immagine) siamo senza difetti. Tutto sta nel mettere a frutto le virtù che Lui ci ha dato. Tutto sta nel chiedersi cosa farsene della grazia che Lui ci ha dato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa ci dice S. Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi riguardo a ciò che vuole da noi la società in cui viviamo, e ciò che invece il Signore ci chiede di essere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“…Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto:&lt;br /&gt;Chi si vanta si vanti nel Signore.”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ancora, un passo preso dal Cammino di Quaresima della Parrocchia di S. Giuseppe Artigiano di Roma che ci dice di non badare a ciò che la società ci chiede, che fa dei nostri limiti corporei ed intellettuali dei difetti e che ci porta delusioni e scoraggiamenti nella vita, ma di confidare totalmente in Dio, “...che realizza il Suo piano di amore non per le nostre capacità (difetti), intelligenza o possibilità, ma attraverso la nostra debolezza, la nostra impotenza, la nostra incapacità, la nostra miseria. Ecco perché le beatitudini insegnano che tale Chiesa dei poveri trionfa, e che ha il primo posto non chi è ricco e potente, ma chi è povero, disprezzato, non ha niente. L’autentica santità è basata sulla concezione profonda di essere creature deboli, di appartenere alla Chiesa dei poveri.”. Ciò che il Vangelo ci dice è che dobbiamo presentarci al mondo disarmati, senza forze. Lasciamo che Cristo prenda l’iniziativa, affidiamoci totalmente a Lui. Perché sia Lui la nostra forza, perché Lui ha già vinto il mondo. Naturalmente ciò si scontra con il nostro orgoglio, con la nostra superbia, con il nostro ego che non sopporta insulti, umiliazioni, ma è aggressivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dunque, da un certo punto di vista e stando a ciò che dice il Vangelo, viva i difetti!!! Se questi ci faranno più belli dinanzi a Dio e degni di Lui. &lt;strong&gt;Viva i difetti se però sappiamo riconoscerli, accettarli ed offrirli a Lui, affinché li trasformi.&lt;/strong&gt; In un certo senso siamo fortunati, poiché ciò che per la nostra società ipercompetitiva è un difetto o una debolezza, ci darà la possibilità di aprirci il Regno dei Cieli. In quest’ottica, un difetto può diventare allora davvero un trampolino. Ricordate la storia del cieco nato (Vangelo di Giovanni)? Quello che per la sua gente era un difetto (essere cieco dalla nascita) per lui ha significato salvezza, via per la santità. Ma soprattutto tramite il suo difetto si sono manifestate le opere del Signore. Per la sua gente (gli scribi, la sua famiglia) ha significato perdizione perché anche se avevano il dono della vista era comunque in grado di vedere e giudicare soltanto i difetti degli altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ciò di cui dobbiamo preoccuparci, perciò, non sono quelle cose che la società o chi ci sta attorno ci attribuisce e ci fa pesare come difetti, bensì di un altro tipo di difetto, un difetto molto più serio. Si tratta di un difetto che intacca il nostro spirito, ovverosia quella parte di noi che è in grado di unirsi a Cristo, di essere un tutt’uno mistico con il Suo Spirito e, in Lui, di essere un tutt’uno mistico con tutte le persone che ci sono care e che come noi sono unite anch’esse in spirito con Cristo. E’ un difetto che ci allontana dalla luce del Signore.. Il significato di “allontanarci dalla luce del Signore”, lungi dall’essere soltanto una comune espressione di circostanza lontana anni luce dalla nostra vita terrena, ha invece un significato molto concreto ed un risvolto molto pratico: in questo caso sta a significare innanzitutto l’incapacità di rapportarci con il nostro prossimo, l’incapacità di comunicare. Tutto ciò che il difetto fa, è isolarci. I difetti sono maschere: non lasciano che gli altri ci possano conoscere come siamo fatti dentro. Il difetto ci fa diventare “selvatici”, come Caino dopo avere ucciso suo fratello Abele. Questo tipo di difetto introdotto in questo ultimo paragrafo, il difetto “vero”, il difetto “reale”, è ciò che Fernando Rielo, mistico e fondatore dell’Istituto Id di Cristo Redentore (Missionarie e Missionari Identes), definisce “difetto dominante”. Che cos’è il difetto dominante? A cosa porta? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il difetto dominante si identifica la gran parte delle volte con uno dei vizi capitali o con uno dei vizi derivati da questi. &lt;strong&gt;I 7 vizi capitali, così definiti perché sono la radice di tutti i vizi o peccati, sono la superbia, l’avarizia, l’invidia, l’ira, la lussuria, la gola e la pigrizia.&lt;/strong&gt; Alcuni dei vizi o peccati che derivano da questi sono l’orgoglio, la malizia, l’arroganza, la vanteria, l’intolleranza, l’egoismo etc... Purtroppo oggigiorno stranamente i vizi capitali appartengono più alla sfera delle “superstizioni” che alla sfera dello spirito. Sono percepiti oramai soltanto come delle leggende, appartenenti al passato, ad una religione punitiva e proibizionista per lo più medioevale. Il risultato è che l’uomo, affetto da essi, o non percepisce affatto di esserne schiavo oppure non ne fa un problema perché li associa oramai ad un modo di essere, vengono associati con molta naturalezza alla personalità dell’uomo. Tutto ciò è profondamente sbagliato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma è talmente comune in questa società essere superbi, orgogliosi, intolleranti, che oramai sembrano delle caratteristiche essenziali per essere vincenti in questa società che ci chiama ad essere così. Altrimenti siamo fuori. Siamo perdenti. Lungi dall’essere superstizioni e cose lontane anni luce dalla nostra vita, i vizi capitali e i vizi che da questi ne derivano, in verità, sono oramai parte integrante del nostro quotidiano. Non nessuno ha mai pensato a quanto siamo invidiosi degli altri se questi sono oggetto di complimenti da parte dei nostri colleghi o datori di lavoro? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuno a mai pensato a come reagiamo hai torti o alle umiliazioni che subiamo? Reagiamo con l’offesa, con la voglia di vendetta, di un riscatto malsano, fatto di trame e di pensieri che riempiono in modo ossessivo la nostra mente anche durante il corso di un intera giornata. Il nostro orgoglio non ci permette di scendere da cavallo, ci rende incapaci di accettare una profonda sconfitta intellettuale. E ci fa alzare la mattina dal letto come se dovessimo andare in guerra. Che ci mette in difficoltà di relazionarci con chi, secondo il nostro egoistico modo di vedere, sta alla base dei nostri problemi. Ma ci rendiamo conto che ci viene addirittura difficile salutare, sorridere o semplicemente guardare negli occhi mentre si parla ad una persona che ha “ferito il nostro orgoglio” perché ci ha criticato magari anche giustamente o che ha dimostrato la sua superiorità intellettuale rispetto a noi? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il peggiore dei vizi capitali, che se non è il difetto dominante più comune tra gli uomini per lo meno sta alla base della gran parte dei difetti dominanti che sono propri della gran parte degli uomini (primi tra tutti l’orgoglio e l’egoismo), è la superbia.&lt;/strong&gt; La superbia è il difetto dominante di Caino. La vicenda di Caino ed Abele è esemplare in questo contesto. Tutti e due fanno dono al Signore in base a quello che hanno. L’invidia di Caino nei confronti del fratello che ha fatto una donazione, a suo giudizio, più gradita a Dio, della sua (semplicemente perché aveva a disposizione più mezzi, o più inventiva) portandolo all’uccisione del fratello. Il difetto dominante non ci rende liberi. Il non saper relazionarsi più, con una persona che si conosce magari da anni, semplicemente perché pensiamo che questa ha “ferito il nostro orgoglio”, vuol dire perdere la propria libertà. E mutiamo il nostro volto, il nostro atteggiamento, la nostra serenità in una specie di “veglia attenta” alle mosse degli altri e a come apparire agli altri. Dio si accorge di questo e chiede a Caino:”Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La frase “se agisci bene” vuol dire fare tutto quello che si può in base alle proprie capacità e secondo il modo che è gradito a Dio, ovverosia con umiltà, con correttezza e con impegno profondo. Se nessuno starà lì a dirci “bravo” non fa niente. Perché nel momento in cui non ci diranno più “bravo” ma ci diranno “stolto” allora sarà dura. Alla domanda “Dov’è tuo fratello?” Caino risponde: “Non lo so. Sono forse io il guardiano di mio fratello?”. Questa è il nostro egoismo, il nostro egocentrismo. Insomma, quando sono in ballo i nostri interessi, la nostra apparenza, anche se chi ci sta attorno ci sta chiedendo aiuto, non ce n’é per nessuno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cosa è che causa il difetto dominante?&lt;/strong&gt; Il difetto dominante è, in sostanza, la causa delle “battaglie dell’anima” di cui abbiamo parlato con tanta partecipazione ed entusiasmo durante gli incontri dell’Atheneum dello scorso anno, e che vi invito a ripercorrere attraverso ciò che di scritto è rimasto sul nostro blog relativamente a quegli incontri. Chi si lascia portare dal proprio difetto dominante mancherà nel suo raccoglimento perché avrà pensieri, ricordi e sentimenti di prepotenza, di rabbia e di rancore, considerandosi superiore e migliore, più intelligente degli altri che invece disprezzerà. E mancherà nella quiete, perché i suoi desideri, sentimenti ed immaginazione lo porteranno a stati ossessivi della propria mente, nella quale emergeranno frequentemente pensieri di cose accadute e di situazioni passate. Tutto ciò significa disagio, chiusura e assenza di comunicazione con gli altri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tendenzialmente, è molto difficile riconoscere il proprio difetto dominante, e questo perché siamo noi medesimi a volerlo nascondere a noi stessi. Se qualcuno ce lo fa notare, o ci pone di fronte a questa evidenza, noi neghiamo e ci chiudiamo ancor di più. Non è una cosa facile, ma è sicuramente un passo decisivo. La scoperta e il successivo riconoscimento consapevole del proprio difetto dominante è il primo passo verso l’ascesi. E’ il nostro trampolino. A volte, anzi, quasi sempre, è un fatto grave, come una profonda umiliazione o sconfitta che ci mette di fronte ad esso. Ci annulla. Acquisire questa consapevolezza è molto importante. Un cammino di purificazione (ascesi) guidato da un direttore spirituale è l’arma efficace per combattere il nostro difetto dominante. Cristo ci insegna che per vincere il nostro difetto dominante bisogna fare tutto il contrario di quello che prima il nostro difetto ci induceva a fare: l’orgoglioso, ad esempio, se viene umiliato e messo di fronte ad una sconfitta (professionale o relazionale) deve ringraziare profondamente, e trasformare il proprio rancore ed ira nei confronti di una persona in amore. E’ una cosa durissima da fare. Ma quando la si fa è come rivivere. Anzi, lo è. Significa vincere il mondo. Si scopre quant è bello l’amore e la carità disinteressata nei confronti del nostro prossimo. E si vive meglio. Perché sta tutto qua: vivere meglio. Da persone libere. La parola chiave è la trasformazione. Una volta che si scopre il proprio difetto dominante, lo si deve affidare a Cristo. Lui lo trasformerà. Come alle Nozze di Cana ha trasformato l’acqua in vino. In questo, bisogna totalmente avere fede in lui Lasciare fare a lui. Come Maria che dice ai servi “Fate quello che vi dirà”. Al Signore noi offriamo i nostri difetti, le nostre mancanze. Lui farà il miracolo con quel poco che abbiamo (l’acqua, nel caso dei servi delle Nozze di Cana, i pani e i pesci nel caso delle moltiplicazioni). Per fare ciò però Lui chiede il nostro aiuto, ci chiede di portargli l’acqua, ci chiede di portargli i pochi pani e i pochi pesci che abbiamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-795120809938025934?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/795120809938025934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=795120809938025934' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/795120809938025934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/795120809938025934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/05/il-difetto-pietro-picerno-roma-9-maggio_20.html' title='Il difetto - Pietro Picerno (Roma, 9 maggio 2008)'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-7231586290522823838</id><published>2008-05-20T17:41:00.005+02:00</published><updated>2008-05-20T18:04:07.229+02:00</updated><title type='text'>Testi interessanti della serata del 9 maggio</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Da Lucca Equizi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La mosca è un animale pacifista.&lt;br /&gt;La mosca ha tanta pazienza&lt;br /&gt;mangia dalla morte&lt;br /&gt;senza penitenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se ciò che ella ama&lt;br /&gt;ad altri duole&lt;br /&gt;non sembra che la turbi&lt;br /&gt;questo suo eterno ronzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da Antonio Guarro:&lt;br /&gt;STORIA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Al calar del sole un uomo, che veniva da lontano, pensò di sostare nel paese in cui era arrivato, voleva riposarsi per poi proseguire il viaggio al mattino seguente.&lt;br /&gt;Iniziò a bussare alla prima porta che incontrò lungo la strada. Voleva chiedere ospitalità solo per quella notte. Ma nessuno rispondeva. Pensò che la casa era disabitata o che stavano già riposando e per evitare di dar disturbo preferì andar altrove.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dopo vari tentativi tutti finiti senza risposta, il viaggiatore pensò di essere capitato in un paese desolato e senza vita. Non perse la speranza e continuò a bussare ancora.&lt;br /&gt;Finalmente si aprì una porta, ma il quadro che si presentò ai suoi occhi fu incredibile. Un disordine regnava su quella casa, la polvere e lo sporco ricoprivano ogni cosa, le ragnatele decoravano angoli e pareti e scarafaggi saltellavano sui pavimenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Non era proprio il posto ideale per dormire, ma quell'uomo che nel suo viaggio aveva affrontato tanti perigli, non si spaventava certo di qualche piccolo insetto, anzi gli avrebbero tenuto compagnia nel sonno. Solo che alla domanda di sostare ricevette un secco rifiuto e la porta si chiuse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La notte ormai stava volgendo al termine ed il viandante non aveva trovato nessun posto. Stava quasi pensando di riposarsi, almeno le ultime ore prima dell'alba, sotto un albero, ma poi decise di riprendere il viaggio e di lasciare quel paese inospitale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ad un punto del cammino vide un uomo che uscito dalle stalle portava un secchio di latte appena munto dentro casa.&lt;br /&gt;Si avvicinò e bussò alla porta per chiedere un bicchire di latte. Entrando in casa venne investito da un senso di pace e serenità, che subito gli rinfrancarono l'anima per la notte insonne e per le fatiche del viaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La freschezza, la luminosità e il profumo, frutto delle cure, del lavoro e della dedizione di chi vi abita, gli resero piacevole quel incontro. Fu accolto con un dolce sorriso e fu invitato a tavola per fare colazione. Conversarono a lungo ed egli parlò del suo viaggio.&lt;br /&gt;Aveva tanto da raccontare e da insegnare. Quelli della casa lo ascoltavano estasiati e lo pregarano di restare ancora, ma il viaggiatore era desideroso di riprendere il viaggio. Ringraziò tutti e prima di salutarli lasciò un fazzoletto bianco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Aperto il fazzoletto trovarono tre monete d'argento ed una d'oro. Alzarono lo sguardo verso colui che aveva dato tanto ma la strada era vuota. Allora capirono che era stati benedetti e tornarono in casa. Ancor oggi se passi per quella strada trovi quella casa ove si odono canti e risa di festa ed il sapore e la fraganza della loro vita rende lieto il passaggio ad ogni viandante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;*** Spiegazione ****&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;I difetti sono l'impudicizia che ci fa tenere la porta chiusa. La casa pulita corrisponde alla limpidezza interiore. Solo allora come dice il vangelo dal cuore possono uscire cose buone. Chi vive in questo stato interiore arde e vuole aprirsi all'altro, che pieno di gioia aspetta solo di ricevere amorose attenzioni. Si realizza così quella comunione che ci è stata insegnata da Cristo e che è stata perseguita e realizzata dai suoi amici, che noi riconosciamo e chiamiamo Santi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-7231586290522823838?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/7231586290522823838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=7231586290522823838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/7231586290522823838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/7231586290522823838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/05/testi-interessanti-della-serata-del-9.html' title='Testi interessanti della serata del 9 maggio'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-391643684679060058</id><published>2008-04-29T15:56:00.004+02:00</published><updated>2008-04-29T16:01:25.567+02:00</updated><title type='text'>La paura - Jesús Fernández (Roma, 28 marzo 2008)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Possiamo dire che la paura modifica la nostra forma di essere, anche se è una reazione normale adottata di fronte ad alcuni stimoli, come per esempio situazioni che ci angosciano o qualcosa che cattura la nostra attenzione; d’accordo con questo, esistono diversi tipi di paura a secondo del modo in cui viene percepita dalla persona:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fisica:&lt;/strong&gt; il corpo si prepara alla difensiva aumentando il ritmo cardiaco e respiratorio, a questo si aggiunge la preparazione del tono muscolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Istintiva:&lt;/strong&gt; sviluppiamo con facilità timori a certi stimoli, come ad esempio ai serpenti o ai ragni. Anche se è più probabile che altri oggetti comuni causino dolore o danno (come il martello, un ventilatore elettrico,una presa elettrica, ecc...), è meno probabile che si sviluppino fobie per questi oggetti. Il perché di ciò, secondo Seligman, deriva dal fatto questi stimoli rappresentano pericoli negli inizi della storia umana. Per mezzo della selezione naturale, sono diventati stimoli condizionanti molto effettivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Psicologica:&lt;/strong&gt; che risiede nel cervello, che decide quale situazione è pericolosa basandosi su esperienze vissute, supportate da timori esterni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Spirituale o morale:&lt;/strong&gt; gli psicologi ci assicurano che la tensione dell’allerta causata dalla paura è necessaria per vivere, serve per superare i pericoli reali, e per di più ci aiuta a difenderci dalla nostra angoscia. La nozione del pericolo fa parte della nostra vita e parla del nostro grado di socializzazione. A partire dai cinque mesi, il bambino lo si istruisce imponendogli una serie di limiti e tabù in favore della sua sicurezza. Dicendogli di un “no!” egli impara, per esempio, che non deve toccare le cose. La paura è ciò che può accadere, funziona perciò come avviso e sistema di allarme davanti ai pericoli reali e giustificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensatore contemporaneo Fernando Rielo (fondatore delle missionarie e missionari Identes) nella sua filosofia psico-etica, afferma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La prima manifestazione della nevrosi dell’ego è il complesso o la sindrome della paura che si manifesta in tre stati fondamentali di carattere positivo e negativo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) stato di sentimento o affezioni durevoli e di poca intensità (simpatia, compassione, antipatia, rifiuto...)&lt;br /&gt;2) stati di emozione passeggeri e più intensi dei sentimenti (impressioni per un fatto o situazione, paura...)&lt;br /&gt;3) stati di passione o affezioni durature sentite con grande violenza (innamoramento, vendetta...)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo ha un atteggiamento totalmente diverso, la sua attitudine psico-etica è quella di ‘non temete’, la quale produce l’affetto positivo che la parola esprime. Perché chi le pronuncia sta comunicando un’attitudine che ha tutte le virtù dell’energia estatica: l’amore, la pace, la sincerità, la fiducia, la generosità...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La credenza e la fede sono, per questo motivo, spirituale energia costitutiva e santificante, che risponde sovrapponendosi alla paura e a i suoi complessi. In altre parole se ci sforziamo di uscire da noi stessi (energia estatica), impareremo ad accettare e superare le paure. Due sono gli atteggiamenti da assumere per contrastare questi stati nevrotici del nostro ego: credere che sia possibile, che la psiche non può condizionare irrevocabilmente la nostra vita perché siamo stati costituiti non soltanto di una parte animica (vedi Atheneum di dicembre sulla persona) e impegnarci nell’uscire da noi stessi (energia estatica). Come? L’amore è la nostra chiave personale e di tutta la società intera, un atto di generosità senza interesse, pur semplice che ci appaia, è sanante per tutta la nostra persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è forse vero, che quando diciamo: ‘voglio fare un atto di fede in questa cosa’, ‘credo in questa persona’, ‘devo avere fiducia di me stesso’... dominiamo la paura trasformando i suoi complessi in valore, umiltà, sincerità, fiducia, prudenza...”?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-391643684679060058?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/391643684679060058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=391643684679060058' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/391643684679060058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/391643684679060058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/04/la-paura-jess-fernndez-roma-28-marzo.html' title='La paura - Jesús Fernández (Roma, 28 marzo 2008)'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-6723852421592308165</id><published>2008-03-08T21:34:00.006+01:00</published><updated>2008-03-08T21:43:32.315+01:00</updated><title type='text'>Il Desiderio - Anna Pedretti (Roma, 29 febraio 2008)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il desiderio può essere presentato generalmente come un prodotto della volontà umana.&lt;br /&gt;Da dove nasce, infatti, il desiderio? Sicuramente da qualcosa che comprendo a livello razionale, da una necessità che mi si propone, che elaboro a livello razionale e che mi prefiggo di soddisfare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La filosofia moderna riconosce al desiderio anche come un dato trascendentale, come un qualcosa che non si riesce a raggiungere perché è oltre le capacità umane. Il desiderio non è, quindi, soltanto soddisfare necessità materiali (ho fame à desidero un piatto di pasta à mangio), ma è anche ricerca di una felicità che trascende la dimensione del corpo. Un uomo desideroso di qualcosa si può associare ad un uomo che guarda le stelle, che guarda oltre. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All’orizzonte del desiderio c’è sempre la ricerca della felicità, la ricerca di un bene. La questione è chi sta al centro di questa ricerca, chi è il metro (la verifica) del bene che sto cercando?&lt;br /&gt;Se sono io l’unico metro del bene, se ci sono io al centro di questa ricerca, se questo desiderio è desiderio di realizzare qualcosa che fa la mia, in particolare, di felicità: TRAPPOLA. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fuori c’è una vera “emorragia” di desideri, che portano ad uno scoraggiamento dietro l’altro. Si arriva alla disperazione: desidero, ottengo, e poi sono di nuovo frustrato, e così voglio andare oltre. Ma eccomi di nuovo frustrato o perché non ottengo ciò che desidero ardentemente o perché una volta ottenuto non risponde pienamente alle mie aspettative. Diventiamo lupi affamati, con la voglia di mangiare per appagare la fame.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Un circolo vizioso, una catena infinita, un cane che si morde la coda, che mi fa affermare che la felicità è sempre più lontana, inafferrabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Un'altalena sentimentale che influenza il nostro comportamento non soltanto per le cose materiali, ma anche con le persone, nelle nostre relazioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma dove trovo allora il metro per decidere ciò che è buono da ciò che non lo è? Sono io quel metro? Sono io a verificare il bene che desidero e che ricerco? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Forse bisognerebbe prima di tutto prendere coscienza di cos’è la vera felicità.&lt;br /&gt;Sbaglio la mia misura della felicità?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Non è la felicità materiale, quella EGOISTICA, che può soddisfarmi pienamente, perché l'ego tanto più è grande, tanto più desidera, non ha un limite ma una tendenza infinita. Oggigiorno molti desideri sono suggeriti dalla società (ad esempio, una pubblicità che ci invoglia a comprare un telefonino, o a vestire in un certo modo, o a tenere un certo stile di vita). La società spesso ci induce ad avere desideri che altrimenti non avremmo. Ma che felicità è? Una felicità terrena. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma c'è qualcosa che desiderandola ci appaga, ci riempie quel vuoto, quel sentimento di insoddisfazione che proviene dal desiderare cose che hanno in sé un termine, che sono precarie, che sono finite? Sì, l'altro. Cercare l'altro è una pulsazione del nostro spirito. Quando il mio desiderio si trova al di fuori di me, cioè è strumento che mi fa muovere verso l'altro, cercando la sua felicità, allora diventa quel trampolino che mi "sentire" libero. Attuare cercando soltanto il nostro appagamento e felicità, non ci rende liberi ma schiavi dei nostri moti interiori, siamo in trappola. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-6723852421592308165?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/6723852421592308165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=6723852421592308165' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6723852421592308165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6723852421592308165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/03/il-desiderio-anna-pedretti-roma-29.html' title='Il Desiderio - Anna Pedretti (Roma, 29 febraio 2008)'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-5325174796377440453</id><published>2008-02-20T18:38:00.002+01:00</published><updated>2008-02-20T18:47:52.754+01:00</updated><title type='text'>Riflessioni sul Dubbio</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Da Pietro Picerno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le “prove” dell’esistenza di Dio/Gesù non hanno mai convertito nessuno. Nel senso che non servono a convertire. Fare apostolato andando in giro con prove certe dell’esistenza di Gesù, dei miracoli che ha compiuto, non basterebbe a far si che un uomo scelga di seguire Gesù, di vivere secondo i suoi insegnamenti, di amare come Lui ci ha insegnato ad amare. Anche se portassi con me le prove concrete della resurrezione di Cristo, ciò non basterebbe a far convertire un ateo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’ultimo, di fronte alle prove della resurrezione di Cristo, rimarrebbe probabilmente totalmente indifferente. La risposta alla conversione di un uomo è qualcosa di molto più profondo. La conversione, di per sé, è qualcosa che avviene in un solo istante (ricordate S. Paolo sulla via di Damasco?). Mentre la risposta alla conversione di un uomo è un cammino molto lungo. Dura una vita intera. E’ relazione intima con Gesù. E’ andare oltre. Conoscerlo oltre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardare con i Suoi occhi, amare con il Suo cuore. “Tu, Tommaso, hai creduto perché hai veduto con i tuoi occhi. Beati coloro che crederanno in me anche se non vedranno”. Che potenza. Che brividi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema, dunque, non è credere o non cedere in Dio. Credere e non far niente è, però, una trappola. Il problema, infatti, non è la fede ma è cosa ci faccio con la mia fede. Ciò che facciamo con quello in cui crediamo. Come utilizzare la nostra fede, le nostre risorse, è, allora, un trampolino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credenti o non credenti, che lo affermino o non lo affermino, che lo sappiano o non lo sappiano, tutti gli esseri umani hanno una relazione con l’ASSOLUTO. Perché? Perché noi siamo ESSERI DI SPIRITO. Il nostro spirito ci viene infuso, viene creato, nell’atto del concepimento dell’uomo. Sta di fatto che abbiamo uno spirito. E ognuno di noi sa di averlo. Ognuno di noi lo sente. Con il nostro spirito noi ci relazioniamo con l’assoluto. Per i credenti, con il nostro spirito noi dialoghiamo con Dio. Con il nostro spirito noi preghiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dubbio è nella mancanza di speranza: comincio a dubitare di quello che faccio perché non ho speranza. La fede mi porta ad operare. Operare senza speranza porta il dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio avere dubbi e credere in Dio che avere delle certezze e naufragare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trampolino: dubbio di seguire Gesù, di essere degni di Dio e di prendere l’Eucaristia. Dubbio di diventare santo con le mie proprie forze. La trappola è pensare che lo possa fare da solo.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Da Luca Equizi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Lista dei Beati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nuvola copre i poveri&lt;br /&gt;E li nasconde dalla nostra vista.&lt;br /&gt;Una nuvola copre la gente ammalata&lt;br /&gt;Chiusa tra le mura dei castelli&lt;br /&gt;E’ tempo di farla vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nuvola copre i poveri… di spirito&lt;br /&gt;E li nasconde dalla nostra vista.&lt;br /&gt;Una nuvola copre la gente ammalata… nel cuore&lt;br /&gt;Chiusa tra le mura dei castelli.&lt;br /&gt;E’ tempo di farla vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avete mai giocato al gioco del perché?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa sono i dubbi?&lt;br /&gt;Nuvole&lt;br /&gt;Là dove un sole è in dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa sono le nuvole?&lt;br /&gt;E’ un dubbio la notte.&lt;br /&gt;E’ un dubbio La Sapienza&lt;br /&gt;La dove è umile l’ignorante&lt;br /&gt;Che è…?&lt;br /&gt;E’ un dubbio l’ignoranza&lt;br /&gt;Quando il saggio sa di non sapere&lt;br /&gt;Mai di più…&lt;br /&gt;Solo.&lt;br /&gt;Nel mondo del come sarebbe stato Se…&lt;br /&gt;Dio non è un dubbio.&lt;br /&gt;Dio non ha un perché.&lt;br /&gt;Dio è nulla?&lt;br /&gt;Per Dio… Per…ché?&lt;br /&gt;Ok Dio è la luce.&lt;br /&gt;Dio è il Sole?&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;Dio non è un dubbio…&lt;br /&gt;La dove ogni perché è un dubbio.&lt;br /&gt;Dio non ha un perché. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="center"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-5325174796377440453?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/5325174796377440453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=5325174796377440453' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/5325174796377440453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/5325174796377440453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/02/riflessioni-sul-dubbio.html' title='Riflessioni sul Dubbio'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-1366584673019214987</id><published>2008-02-20T18:15:00.004+01:00</published><updated>2008-02-20T18:33:37.801+01:00</updated><title type='text'>Il Dubbio - Luis Sanchez, M. Id (Roma, 25 Gennaio 2008)</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;“Non contemplare il tuo amore allo specchio,&lt;br /&gt;perché ti assalirà il dubbio&lt;br /&gt;d’avere mai amato.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non dubitare degli angeli.&lt;br /&gt;Sono tra le poche cose&lt;br /&gt;A cui vale la pena credere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il dubbio è tanto presuntuoso&lt;br /&gt;quanto la certezza.&lt;br /&gt;Il dubbio serve solo a dubitare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se dubiti che Dio sia luce,&lt;br /&gt;dirige il tuo sguardo alle stelle.&lt;br /&gt;Esse non dubitano di te.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Solo l’egoismo dubita di Dio o lo insulta.”&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Da “La Mistica Allegria”, Fernando Rielo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;(Bertrand Russell)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;Il dubbio è il lievito della conoscenza (Alessandro Morandotti)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;Il dubbio è un omaggio alla speranza. (Lautréamont)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Il dubbio è uno dei nomi dell'intelligenza (Jorge Luis Borges)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Esprimere le proprie convinzioni forti, su argomenti come il senso della vita, Dio e l'uomo, senza entrare in conflitto con chi ha maturato idee radicalmente diverse, è difficile! Può sembrare un'impresa ardua conciliare la fede per valori “assoluti”, cioè che si ritengono veri-sempre a prescindere dal tempo, dal contesto sociale e culturale, con il diffondersi di culture che si basano proprio sul “relativismo” dei valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'importante è essere in cammino, non raggiungere una meta: trappola&lt;br /&gt;Senza meta rimane un vagabondaggio privo di senso: trampolino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'erano una volta le Certezze, poi arrivò il Dubbio, crebbe così tanto da diventare lui stesso valore fondante, totem della cultura contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il dubbio è compagno, è amico, di ogni uomo. E' quella cosa che ti fa apprezzare le diversità, comprendere e condividere le difficoltà del prossimo, il dubbio è la condizione privilegiata di una vera ricerca interiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vacillamento o angoscia non è il dubbio a prendere una decisione de seguire o non seguire la via, il camino che Dio ha dato alla mia vita: Non é seguire o no Dio. Non è una scelta il bene o il male. Il vacillamento é camminare d’amore in amore. Il vacillamento e l’aridità non sono “prove” di Dio, sono purificazione infuse, siamo nella vita mistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dubbio di me: trampolino&lt;br /&gt;Dunque non fidare delle forze, sicurezze, proprie certezze.&lt;br /&gt;Però non fare niente per questo: trappola&lt;br /&gt;Dubbio di Dio: trappola&lt;br /&gt;Sicurezza in Dio: trampolino&lt;br /&gt;Però a volte il dubbio su Dio, è un “dio” che non è vero, sono io nascosto.&lt;br /&gt;Dio mi da la Fede/Credenza, SO CHE DIO ESISTE, e allora?&lt;br /&gt;FEDE: il diavolo sa che Dio esiste. Il tema é cosa faccio io con la mia fede...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che posso traversare il ponte, però non lo vedo. Ma allo stesso tempo so che per le mie debolezze, le mie mancanze, posso cadere in qualsiasi momento.&lt;br /&gt;Fede del dubbioso (Pietro quando nel mare Cristo gli dice “Vieni!”, ma dopo, di fronte a un fatto aldilà della ragione, dubita e affonda.&lt;br /&gt;La vita mistica si presenta quindi come luce e ombra, presenza e assenza, dolore e felicità, è tutto allo stesso tempo. Questo paradosso lontano da dare il dubbio ci da solo la certezza di un Dio che é Dio dei vivi e non dei morti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-1366584673019214987?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/1366584673019214987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=1366584673019214987' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1366584673019214987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1366584673019214987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/02/il-dubbio-luis-sanchez-m-id-roma-25.html' title='Il Dubbio - Luis Sanchez, M. Id (Roma, 25 Gennaio 2008)'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-7484188404011032112</id><published>2008-01-07T13:33:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T10:05:35.368+01:00</updated><title type='text'>ATHENEUM ARTISTICO - Natale 2007</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nella serata dell’ultimo incontro dell’anno abbiamo provato a scoprire insieme che cos’è il buon umore e come possiamo utilizzare questo trampolino per superare le nostre difficoltà, le nostre tristezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima grande gioia è stata quella di condividere il meglio di noi attraverso la musica, la poesia, il canto, ecc. come espressione della nostra intimità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dando uno sguardo nel campo della letteratura, la filosofia, la mistica, il cinema, la musica, ecc. queste ci hanno mostrato che un elemento comune al buon umore è l’allegria accompagnata dal dolore, come ci dice Fernando Rielo: "L'umorismo è il sorriso del dolore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita è anche dolore ed è la gioia la cura di questo dolore. La gioia non è per la gioia, se non per il dolore. Quindi, cosa fare per vivere questo buon umore? Forse vivendo l’innocenza dei bambini che ci dona la libertà, la semplicità, la trasparenza, facendo così vedere quello che già c’è nel nostro cuore: la gioia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;***&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;Poesia di &lt;em&gt;Fernando Rielo, dal libro "I figli dell’incontro"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non voglio che sia svegliato il bambino&lt;br /&gt;che porto in me, addormentato al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che niente lo svegli!&lt;br /&gt;Che niente lo svegli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né i fiori lo bacino o lo cullino&lt;br /&gt;e sogni api che lo lambiscano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio che al mondo dorma&lt;br /&gt;e in cielo si risvegli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto grande il ricordo dell’altra infanzia mia&lt;br /&gt;trasferito in dolore dal tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua a coltivarmi&lt;br /&gt;nel mio sogno di bambino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il tuo labbro di grano, Padre, sia&lt;br /&gt;bacio che profondo lo risvegli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;***&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco alcune delle fotografie dell' Atheneum Artistico in occasione del Natale: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152715130071888674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/R4IfHEy3MyI/AAAAAAAAAAM/qsmzFTBDgQg/s320/atheneum-natale1.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156217770391057218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/R46Qvky3M0I/AAAAAAAAAAc/iNp5hiH43rU/s320/IMG_0050.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156218895672488802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/R46RxEy3M2I/AAAAAAAAAAs/n51KpCbnmkc/s320/athe.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt; grazie a tutti gli artisti e ai presentatori per il BUON UMORE!!!&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;***&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-7484188404011032112?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/7484188404011032112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=7484188404011032112' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/7484188404011032112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/7484188404011032112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2008/01/atheneum-artistico-natale-2007.html' title='ATHENEUM ARTISTICO - Natale 2007'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_FJRDteWjVtY/R4IfHEy3MyI/AAAAAAAAAAM/qsmzFTBDgQg/s72-c/atheneum-natale1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-6816605247208057340</id><published>2007-12-28T18:54:00.000+01:00</published><updated>2007-12-28T19:00:39.504+01:00</updated><title type='text'>Criteri e Ragioni - Riccardo Colasanti  (Roma, 30 Novembre 2007)</title><content type='html'>Ecco alcuni appunti pressi dal nostro incontro di novembre:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La scienza contribuisce molto al bene dell’umanità, ma non è in grado di redimerla”&lt;br /&gt;Benedetto XVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sviluppo della scienza ha confinato la fede, sapere è uguale a salvezza, per gli uomini non serve neanche passare dalla Croce. Basta il sapere.&lt;br /&gt;Il cervello è lo strumento di produzione di criteri e ragioni.. Per questo lo si analizza così tanto (psicoanalisi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Occidente è in continua ricerca del sapere, ricerca del sapere, ricerca del sapere, ricerca del sapere, ricerca del sapere, ricerca del sapere, ricerca del sapere...Il bisogno è fortissimo. Fino all’esasperazione. Si vogliono conoscere tutti i dettagli ad esempio di un tradimento, e più li si conosce e più si soffre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se conosco una cosa, allora posso dominarla"  questa è la patologia del sapere, frenesia del sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono libri sempre e sempre più specializzati che cercano di capire la persona: “psicologia della persona sposata”, “psicologia del quarantenne”, “psicologia dell’uomo tradito”, “psicologia dell’uomo nato nel 1971” etc etc. Ma con un libro di psicologia posso davvero conoscere come è fatta una persona?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa ci faccio con questa conoscenza? SO DI PIU’, MA RIMANGO COME ERO PRIMA.&lt;br /&gt;La scienza cerca di prendere in mano la realtà. E sembra sempre che ci stia per arrivare, ma non ce la fa mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari si arriverà a vivere fino a 500 anni, ma cosa faremo per 500 anni? Il ricco sarà felice perché potrà accumulare ancora più ricchezze terrene. L’uomo in carriera sarà felice perché potrà scalare fino all’ultima le vette della classe sociale. La realtà è che non si riesce ad uscire dalla propria solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza odierna è orientata a trovare i rimedi per far smettere le sofferenze fisiche. Guarire dalle malattie. Allungare la vita. Perché? Perché si vuole stare bene fisicamente. Ma noi siamo esseri di spirito. Ma cosa importa morire domani se ho amato profondamente tutte le persone che ho incontrato sul mio cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOLO QUANDO LA CONOSCENZA TRASCENDE LA REALTA’, VA OLTRE E NON MIRA ALLA REALTA’, ALLORA E’ DIVINA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera scienza non è quella che descrive il funzionamento della vita facendo a pezzettini una cavia da laboratorio. Non è quella che per conoscere il mondo, la realtà, uccide il mondo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza odierna disgrega la realtà per capirne il significato. E’ una scienza della distruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è una seconda possibilità: la scienza che fonda il reale sullo SPIRITO.&lt;br /&gt;IL NOSTRO MONDO E’ OLTRE LA REALTA’. CAPIRE QUESTO E’ LA VERA SAPIENZA.&lt;br /&gt;QUESTO OLTRE E’ LO SPIRITO. NOI SIAMO SPIRITO.&lt;br /&gt;COMPRENDERE LA MOLTEPLICITA’ CHE VA VERSO L’UNITA’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione quindi può essere una TRAPPOLA. La scienza odierna vuole conoscere la realtà solo per soddisfare beni materiali (vivere fino a 500 anni, inventare una bomba per distruggere il prossimo..), per il potere. Ma il potere produce solo distruzione. Scienza odierna = scienza della distruzione. .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sapere orientato all’ arte è invece un TRAMPOLINO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la scienza può essere un trampolino ma quando non è orientata a possedere la realtà. Un ricercatore che scopre come funziona anche il più semplice dei meccanismi fisiologici alla base della vita, ed in questo vede Dio, vede la Sua opera, allora è andato OLTRE la realtà. Se io nell’uomo vedo Dio, in altre parole, riesco a concepire me stesso e la persona che ho di fronte OLTRE la realtà, è allora che sto amando, è allora che le mie ragioni costituiscono il trampolino, perchè non rimango agganciato ad esse, ma le oltrepasso, le scavalco, le supero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-6816605247208057340?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/6816605247208057340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=6816605247208057340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6816605247208057340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6816605247208057340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/12/criteri-e-ragioni-riccardo-colasanti.html' title='Criteri e Ragioni - Riccardo Colasanti  (Roma, 30 Novembre 2007)'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-3173135721264180608</id><published>2007-12-28T18:42:00.000+01:00</published><updated>2007-12-28T18:47:01.104+01:00</updated><title type='text'>La persona - José Manuel Ballesteros (Fregene, 26 ottobre 2007)</title><content type='html'>Nell'incontro di ottobre abbiamo cercato di definire in breve, come sia costituita la persona umana, per avere una base comune sulla quale poggiarci e alla quale far riferimento durante gli incontri successivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la sintesi di alcuni tratti, che Josè Manuel, ha cercato di delineare circa la persona:&lt;br /&gt;- corpo (soma): la nostra fisicità o la fisicità della nostra natura, ci permette di muoverci in mezzo alla fisicità dell'universo, ha delle qualità con le quali si esprime e si relaziona.&lt;br /&gt;- anima (psiche): la nostra razionalità o emotività, ecc. della nostra natura. La psicologia, la ragione, l’intelligenza ci permettono di comprendere e dominare la fisicità nostra e in parte, del mondo che ci circonda. Anch'essa ha le sue qualità (fortezza, serenità, entusiasmo, prudenza, equità ecc.) per mezzo delle quali interagisce con gli altri esseri, nel proprio campo psicologico.&lt;br /&gt;- spirito: è alla base della trascendenza; non siamo esseri buttati nel mondo e in balia della nostra corporeità e razionalità. Lo spirito si relaziona con l'infinito cioè Dio, ma lo fa sempre insieme al psico-soma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo possiamo dire che la persona non è soltanto corpo, non è soltanto anima ma è anche uno spirito, appunto uno spirito psicosomatizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla base del nostro essere superiori agli animali, c'è proprio lo spirito, sia per ciò che riguarda la razionalità, sia per quanto riguarda la capacità di comprendere e soprattutto vivere (cioè avere esperienza di...) la bontà, la verità e la bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La VERITA' è un'esperienza spirituale (cioè percepita dallo spirito) che l'essere umano riscontra nella sua intelligenza.&lt;br /&gt;La BONTA' è un'esperienza spirituale della nostra volontà.&lt;br /&gt;La BELLEZZA è un'esperienza spirituale della nostra facoltà unitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La facoltà unitiva permette all’essere umano di agire verso questa bontà o verità che ha percepito. La possibilità di indirizzare il suo agire verso quel più a cui il suo spirito è stato "attratto". Pensiamo ad un semplice atto di generosità: quello che riconosco essere vero nella mia intelligenza, lo accetto; quello che riconosco essere buono, lo faccio. Unisco queste due impressioni di verità e di bontà, e agisco. Verità e bontà sono sintesi della bellezza: ecco perché un atto di generosità o di carità lascia sempre nella persona che lo fa ed anche in chi lo riceve, l'impressione di qualcosa di bello, sia interiormente, ma anche semplicemente dal punto di vista estetico. Quando noi percepiamo il bello è perché stiamo percependo la verità e la bontà di qualcosa, integralmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma oltre al corpo, all'anima e allo spirito, nell'uomo c'è anche la presenza di Dio, del suo Creatore. La presenza di Dio in noi non è una frase fatta, un modo di dire o perché al catechismo abbiamo imparato che Dio è onnipotente, onnipresente, è dappertutto e quindi deduciamo che sia anche nelle persone. La sua presenza è una presenza costitutiva, nel senso che fa parte dell'uomo e addirittura gli fornisce un'altra natura, la natura deitatica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-3173135721264180608?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/3173135721264180608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=3173135721264180608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/3173135721264180608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/3173135721264180608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/12/la-persona-jos-manuel-ballesteros.html' title='La persona - José Manuel Ballesteros (Fregene, 26 ottobre 2007)'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-5823515194102485318</id><published>2007-12-18T20:03:00.000+01:00</published><updated>2007-12-18T20:09:46.635+01:00</updated><title type='text'>Il Canova cambia nome...</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Canova diventa Atheneum.....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra storia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ideato, degustando un buon cappuccino in un elegante museo-atelier romano, IL CANOVA ha dato vita ad una serie di incontri serali al fine di percorrere i musei della nostra interiorità, di visitare le sale del nostro modo di esistere e di stare con noi stessi e con gli altri.&lt;br /&gt;Quando entrammo nell'Atelier la prima volta, incuriositi da un'enorme statua equestre che dominava l'atrio, venimmo invitati a prendere qualcosa perché... sorpresa!... il Museo era anche caffetteria, cioccolateria, sala da the... Come non approfittarne?&lt;br /&gt;La particolarità di quel laboratorio artistico, fino a quel giorno sconosciuto, l'originale accostamento di bozzetti scultorei delle due scuole Canova-Tadolini... e poi, l'accuratezza, l'eleganza, l'estetica del servizio... molti furono i dettagli che contribuirono al nostro stupore, non meno che... al sapore tutto speciale di quella colazione, così inattesa.&lt;br /&gt;Ci scambiammo nostre impressioni, conversammo di estetica e delle sue affinità con il campo etico... in modo così vivace e gradevole, che subito pensammo all'Atelier come luogo ideale per invitare altri amici a trascorrere qualche momento dei nostri pomeriggi... tra un the e una conversazione interessante.&lt;br /&gt;Uscimmo più persuasi di sempre che... "il buon gusto è il maggiordomo della casa di un re". L'eleganza di certi ambienti interpella ciascuno a ripercorrere i musei della nostra interiorità, a ri-visitare le sale del nostro modo di esistere e di stare in noi e con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu così che poche settimane dopo iniziò l'avventura... verso i "tropici interiori".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal settembre 2006 al giugno 2007, i nostri "Dialoghi" sono stati dedicati al tema: "L'ANIMA e LE SUE BATTAGLE". Ha ospitato le nostre serate la gentilissima Rita Mancini, fino a poco tempo fa responsabile del bar Bistroy (a Roma, in via di Ripetta 232), appassionata fin dall'inizio all'idea che ha dato vita al Canova&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, in attesa del nuovo ciclo di incontri, il Canova si sposterà verso altri tropici... in cerca anche di un nuovo nome!...&lt;br /&gt;... vedremo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-5823515194102485318?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/5823515194102485318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=5823515194102485318' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/5823515194102485318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/5823515194102485318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/12/il-canova-cambia-nome.html' title='Il Canova cambia nome...'/><author><name>Fabrizio Sebastiani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-1114282185804106958</id><published>2007-10-30T22:52:00.000+01:00</published><updated>2007-10-30T23:05:38.601+01:00</updated><title type='text'>Trappole e Trampolini</title><content type='html'>&lt;strong&gt;28 settembre 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Poesie della serata&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' passato del tempo da quando ti sei allontanato,&lt;br /&gt;forse per orgoglio e testardaggine, o forse semplicemente&lt;br /&gt;per timore di riconoscere a chi apparteneva quella mano&lt;br /&gt;che ti era stata tesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente è ora che anche tu possa possa tenderla per&lt;br /&gt;ricominciare a camminargli accanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;...Aiutami a nascere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NASCITA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente da darti&lt;br /&gt;Amore mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente,&lt;br /&gt;eppure tutto&lt;br /&gt;vorrei darti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente, non ho niente&lt;br /&gt;Che non sia già&lt;br /&gt;Tuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, ti do&lt;br /&gt;Questo niente&lt;br /&gt;Doloroso e solitario,&lt;br /&gt;e tu lo trasformerai&lt;br /&gt;in grappoli maturi,&lt;br /&gt;frutti per una nuova&lt;br /&gt;nascita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pilar Cediel&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il mio bacio nella tua piaga&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è notte&lt;br /&gt;che ferisce la tua anima,&lt;br /&gt;dici tutto&lt;br /&gt;in rumore di morte&lt;br /&gt;che non tacce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah! Se solo tu volessi dire&lt;br /&gt;parola muta&lt;br /&gt;vestita di grazia,&lt;br /&gt;udresti la mia voce dire: Pilar!&lt;br /&gt;e in questo, &lt;br /&gt;trovare il mio bacio&lt;br /&gt;nella tua piaga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luca Equizzi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Trappole e Trampolini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sonetto per te (Se).&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ti Scriverei un sonetto. Resterebbe nel vento.&lt;br /&gt;Intrappolato in una gabbia di fili e di luce.&lt;br /&gt;Nascosto nel buio parlerebbe al cuore contento&lt;br /&gt;che aspetta ogni giorno una melodia, una voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe come uno schiaffo dato al tempo&lt;br /&gt;che prometta di portare via il bene, veloce;&lt;br /&gt;mentre la noia per un'eternità occupa il campo.&lt;br /&gt;Una goccia di gioia adorna anche l'occhio truce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mare al contrario mai si lascia influenzare.&lt;br /&gt;I sentimenti comanda: tempeste e vento.&lt;br /&gt;Se il Sole non splende non lo lascia specchiare.&lt;br /&gt;E' l'impassibilità forza o, è forSe un Trampolino il tormento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con te&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché sembri cosi triste&lt;br /&gt;Non aver paura nel venire da me.&lt;br /&gt;Io HO visto oltre il buio quando la notte scende su di te.&lt;br /&gt;Nulla che tu confessi mi farà amare meno.&lt;br /&gt;Vola con la tua mano nuda.&lt;br /&gt;Non tenertela dentro.&lt;br /&gt;Cosa hai da nascondere?&lt;br /&gt;Anche io mi arrabbio. In molto ti assomiglio.&lt;br /&gt;E ti vengo incontro restandoti accanto&lt;br /&gt;Nell’ora di solitudine e mai dISerto.&lt;br /&gt;Quando la notte ti cadrà addosso e sarai sola a camminare&lt;br /&gt;Resterò con te mentre nessuno ti accompagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Via per l’Isola&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;    &lt;br /&gt;Guardando la gente che leggeva un pomeriggio in una libreria Jack pensava: quante di quelle persone avevano avuto le stesse esperienze descritte nei libri?&lt;br /&gt;     Pochissime. Forse nessuno. Eppure, molti si sarebbero identificati con ciò che si trovava nelle parole di quelle pagine.&lt;br /&gt;     Scrivere è sporcare le pagine bianche con il nero della propria anima sola.&lt;br /&gt;Quella più solitaria di queste anime SOLE è il navigatore solitario che scrive.&lt;br /&gt;Jack ogni tanto sale su una barca, un foglio, una penna e un paio di vele&lt;br /&gt;e scruta l’Oceano inesplorato nell’anima.&lt;br /&gt;Sulla carta nautica identifica alcune isole&lt;br /&gt;e idee pronte per essere esplorate.&lt;br /&gt;Allora Jack issa le vele del destino,&lt;br /&gt;Volge il timone della volontà&lt;br /&gt;Verso l’infinito,&lt;br /&gt;E parte con la Sua barca che si chiama “PAR-OLAS”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La via di Jack è delle correnti&lt;br /&gt;E prospera nei venti,&lt;br /&gt;Resuscita dalle tempeste.&lt;br /&gt;Tutte quelle parole d’amore mai dette da qualcuno.&lt;br /&gt;Tutto quel dolore che qualcuno non ha mai ascoltato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste cose Jack incontra  e cerca nell’Oceano dell’anima.&lt;br /&gt;Talvolta la barca è lontanissima dalla rotta per l’isola che si cela oltre l’orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vento a volte è contrario ma Jack continua a bolinare contro il vento facendo tante miglia per percorrere poca strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tornare indietro Non c’è modo.&lt;br /&gt;In mezzo all’oceano si deve continuare,&lt;br /&gt;con il coraggio riempire nuove pagine.&lt;br /&gt;La storia non può finire con un punto&lt;br /&gt;Poiché dopo di esso resterebbe solo&lt;br /&gt;il silenzio che nessuno conosce molto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jack sognava di attraversare l’oceano contandone le onde?&lt;br /&gt;Dunque, deve continuare a contare  le parole:&lt;br /&gt;frasi,&lt;br /&gt;paragrafi,&lt;br /&gt;capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivendo la scia sulle onde sino alla baia,&lt;br /&gt;senza paralisi da terrore di perdere qualcosa:&lt;br /&gt;Successo,&lt;br /&gt;dalla Sconfitta,&lt;br /&gt;dalle Trappole.&lt;br /&gt;Nessuno sa che tutte queste cose sono nulla?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrimenti, quale sarebbe il senso della vita: poter comprare una barca nel sud della Francia e occuparsi delle vele al giardinetto?&lt;br /&gt;Mettersi a parlare, perché è facile dire ma non scrivere?&lt;br /&gt;Ritirarsi a studiare da eremita, misteriosi a se stessi, per sognare una leggenda che costerà gioia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Nessuno sa che questi pensieri spaventosi generano una forza e un coraggio che altrimenti si ignorano. Essi aiutano a lasciarsi portare dalla corrente e si finisce per ancorare la barca nell’isola a cui Nessuno ha condotto nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno deve più dimostrare&lt;br /&gt;niente&lt;br /&gt;a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jack ha  distrutto il collegamento con Internet. La realtà per qualcuno non è più come sembra.&lt;br /&gt;Improvvisamente il mondo sensibile si dimensiona agli angusti spazi della stanza di uno studente nell’arte di maestro dell’Universo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la scatola del modem è li che lo guarda silenziosa e inerte come per dirgli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Io, il Modem, non essere:&lt;br /&gt;l’elettricista, il giardiniere,&lt;br /&gt;il rappresentante iPod, il webmaster,&lt;br /&gt;il domain controller e soprattutto&lt;br /&gt;modem non essere slave disc.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo ha colto Jack nelle sue trappole.&lt;br /&gt;Quindi non comincia più per amore ma  per obbligo.&lt;br /&gt;Tutta una giornata passata a scrutare l’orizzonte in cerca dell’isola che non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere è perdersi nel mare.&lt;br /&gt;È condividere con gli altri la storia mai raccontata a se stessi.&lt;br /&gt;E’ mostrare all’anima che può conoscersi solo guardando gli altri.&lt;br /&gt;Guardare non con la mente, ma entrando nella pelle di tutti quei nessuno passando dal cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle parole si perde l’amore: Quel Nulla che Nessuno ha di più caro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedi Ciro…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se nessuno non avesse qualcuno su cui sognare che ne sarebbe dell’uomo?&lt;br /&gt;La domanda è rivolta a “Se” stesso…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno disse: “Con un SE si può mettere Parigi in una bottiglia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il libro si scrive, lo scrittore è solo il dattilografo”.&lt;br /&gt;Nessuno lo ha scritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è vero,&lt;br /&gt;nessuno sa perché la corrente lO (l’uomo) hA (la barca) condotta in una certa isola,&lt;br /&gt;e non a quella a cui sognava di arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una via lo ha condotto la dove ne giungono cento, poiché la destinazione è solo e sempre una.&lt;br /&gt;Uno è cento, e chi sa, perché ha visto, perché è arrivato, tace.&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;Questa è una domanda senza risposta se prima non si risponde alla domanda fondamentale:&lt;br /&gt;“Chi?”&lt;br /&gt;Chi, chi, chi Tace?&lt;br /&gt;Nessuno.&lt;br /&gt;Nessuno passa tutta la vita in mare.&lt;br /&gt;Nessuno sempre tace.&lt;br /&gt;Eppure, nessuno scrive.&lt;br /&gt;“Nessuno” e “nessuno”, sono la stessa persona?&lt;br /&gt;Hanno entrambi la stessa storia da raccontare ma, l’hanno vissuta e vista da lati opposti.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Nessuno si sorprenderà se altre persone che nessuno conosce erano alla ricerca di quell’isola e la trovano. Nessuno sa trasformare una rotta in un ponte, una bara in una barca, in mezzo all’Oceano in cui le anime si spostano e si comunicano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Nessuna nella tempesta si ritrova con se stessa  quando vede che anche altri patiscono.&lt;br /&gt;  Nessuna mai prima dell’Isola di Pasqua riuscì a guardare negli occhi di Qualcuno che aveva distrutto l’Isola dove viveva. Sapere questo aiuterà qualcuno a comprendere che anche lA “A” Anima non è sola ma, il mondo non è riciclabile  e non è proprio esattamente riproducibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Una volta Nessuno vide un intervistatore “Qualcuno” domandare a Paul McCartney: “potresti riassumere il messaggio dei Beatles in una sola frase?” Nessuno era stanco di sentire sempre questa stessa domanda, pensò che “McCartney” visto che era davvero “Qualcuno” sarebbe stato ironico – insomma, com’è possibile riassumere tutto un lavoro, visto che l’essere umano è tanto complesso?&lt;br /&gt;     Ma Paul rispose: “Certo”.&lt;br /&gt;     E proseguì:&lt;br /&gt;     “All you need is love - Tutto ciò di cui si ha bisogno è amore. Devo sviluppare il tema?”&lt;br /&gt;     L’intervistatore disse di no. In realtà, lui aveva detto tutto, e “Il Segreto di Nessuno” è un proprio Questo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;St. Agostino – Confessioni&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercavo qualcosa da amare, amando l'amore, e odiavo la serenità di una via senza trappole. Avevo fame e rifiutavo il nutrimento interiore, cioè te, Dio mio: non era quello il cibo per cui mi consumavo, ma se non smaniavo per un cibo eterno non era perché ne fossi sazio: anzi più digiuno ne ero, e più nausea mi dava. Non era in buona salute l'anima, era come esulcerata e si gettava fuori, infelice, nel desiderio di farsi toccare e graffiare dai corpi: che nessuno amerebbe, se non avessero un'anima.&lt;br /&gt;-  Libro 3, 1.1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- 11. Dov'eri allora, e quanto eri lontano? E io vagavo lontano da te, respinto perfino dalle ghiande dei porci, che di ghiande nutrivo. Già: quant'eran meglio le favole dei letterati e dei poeti di quelle trappole! I versi e la poesia e il volo di Medea servono certo più dei cinque elementi variamente cucinati per i cinque antri delle tenebre, che non hanno nemmeno un'ombra di esistenza e uccidono chi ci crede. Perché da versi e poesia io traggo anche un vero nutrimento: ma se cantavo il volo di Medea non pretendevo di asserirlo, e se lo udivo cantare non ci credevo: a quelle fantasie invece credetti. E guai a me! Quanti gradini ho disceso verso il fondo dell'inferno, affannato e riarso dalla carestia del vero, al tempo in cui, Dio mio - io lo confesso a te che allora fosti indulgente, quando non ti confessavo ancora - ti cercavo con gli occhi della carne. Non con l'intelligenza della mente, per cui tu m'hai voluto superiore alle bestie. Ma tu m'eri più interno del mio intimo stesso, e superiore al sommo di me stesso. Su quella via incontrai la donna sfrontata e sprovveduta, l'allegoria di Salomone che siede alla porta di casa e va dicendo: il pane nascosto è più buono, più dolce è l'acqua rubata. Costei mi sedusse, perché mi trovò allo scoperto, insediato nell'occhio della carne, a ruminare quello che attraverso di lui avevo divorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.12. Ignaro dell'Altro, che solo è vero, ero quasi capziosamente indotto ad approvare i miei stolti ingannatori, quando mi interrogavano sull'origine del male e se Dio fosse delimitato da una forma corporea e avesse capelli e unghie, e se si dovessero stimare giuste persone che avevano molte mogli contemporaneamente e ammazzavano altri uomini e facevano sacrifici animali. Io che ignoravo tutto questo ne restavo scosso: e mi sembrava di avvicinarmi alla verità proprio mentre me ne allontanavo, perché non sapevo che il male non è che privazione di bene fino al nulla assoluto. E come avrei potuto vederlo, se i miei occhi non vedevano oltre i corpi e la mia mente oltre i fantasmi? Non sapevo che Dio è spirito, e non ha lunghezza e larghezza di corpo e non ha massa: perché la parte di una massa è minore del tutto, e se la massa è infinita, la parte delimitata entro un certo spazio è minore del tutto illimitato, e non è tutta intera dappertutto come lo spirito, come Dio. E che cosa sia in noi che ci fa essere, e come dice giustamente la Scrittura, a immagine di Dio, lo ignoravo del tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-1114282185804106958?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/1114282185804106958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=1114282185804106958' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1114282185804106958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1114282185804106958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/10/trappole-e-trampolini.html' title='Trappole e Trampolini'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-908502393154863268</id><published>2007-05-09T17:34:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T10:16:57.017+02:00</updated><title type='text'>L'onore- di Lorena Carrasco (Roma, 27 aprile 2007)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Guardavo un dipinto di Cristo sul calvario e mi sono chiesta quale è stato il suo senso dell’onore, perché ha vissuto la morte con un sacro onore; ha vissuto fino alla morte, con onore. Era nudo, spogliato di tutto, fra gente che lo insultava, gli gridava di scendere dalla croce, di salvarsi… E qual è la sua risposta? “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Non so se questo si chiama &lt;span style="font-style: italic;"&gt;onore&lt;/span&gt;, ma è di una magnanimità grandiosa e credo che questo è morire con onore. Il centurione romano gli riconosce una tale nobiltà, una tale regalità di spirito che lo porta a dire: “Veramente, costui era figlio di Dio”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Senza dubbio, Cristo non si è guadagnato questo “titolo” di figlio di Dio per aver detto delle belle parole. In questo passaggio il suo onore si dimostra a confronto con gli altri: non li insulta, né dice loro qualcosa come: “assassini, vedrete ciò che vi accadrà…”, ecc. Al contrario, si commuove, li guarda con amore, e poi supplica il Padre per loro. Questo è l’onore di Cristo. Lui non guarda le loro miserie, le loro offese, ma la loro dignità come persone e, ancora di più, li guarda e li tratta come figli di Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Dice Fernando Rielo che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la persona con onore veste con il suo onore la nudità dell’altro&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Bene, credo che Cristo, in quel momento, stia facendo proprio questo: con la sua nudità fisica, con il suo spogliarsi di tutto, sta coprendo la nudità delle nostre imperfezioni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;L’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Inno alla carità&lt;/span&gt; di S. Paolo dice che la carità “tutto lo copre”. E se noi siamo figli dell’amore siamo immagine e somiglianza di questa stessa carità. Dio è carità. Siamo noi, quindi, a dover ricoprire l’altro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;F. Rielo dice anche che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l’onore è lo sposo della carità&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Rendere onore all’altro e coprirlo nei suoi sbagli, nelle sue limitazioni, nei suoi difetti ed innalzare ciò che di lui è il più puro, il più nobile, innalzare la persona per quello che è.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Il senso dell’onore sta quindi anche nel ricoprire la sua nudità, le sue mancanze con la mia vita. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Personalmente, credo che questo non sia lontano dal nostro vivere quotidiano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Se penso a quanto spesso non copro la nudità dell’altro di fronte a certe circostanze che vanno contro il mio parere, il mio piacere, o che semplicemente mi sembrano improprie in un determinato momento, mi rendo conto che questa è una maniera molto concreta di non rendere onore agli altri… per i miei giudizi o pre-giudizi, formulati, pensati, detti e non detti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, a volte accade esattamente il contrario. Spesso vogliamo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prendere&lt;/span&gt; la gloria dagli altri. Poi, quasi sempre, ci adagiamo sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ricevere&lt;/span&gt; l'onore che gli altri ci tributano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;E Cristo anche su questo è molto chiaro e radicale: “Io non ricevo gloria dagli uomini”, i vostri onori non mi servono, ci dice; sì, invece, fare la volontà di mio Padre. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Da chi veramente vogliamo la nostra gloria? Da Dio o dagli uomini? Su cosa stiamo costruendo le fondamenta della nostra vita?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;“Io glorifico al Padre e il Padre glorifica me”: non sono io a rendermi gloria e onore; sono io chi, invece, deve darli all’altro ed è Dio chi, a me, rende gloria, con quell’onore che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;già&lt;/span&gt; ci è stato dato. Il Padre ci ha già reso onore, amandoci come figli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Se noi non entriamo in questa coscienza di figli, sarà impossibile ritrovare il senso di una nobiltà, di una regalità, di una venerabilità in questo mondo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Soltanto Dio è la nostra dignità, la nostra gloria&lt;/span&gt; - afferma ancora una volta F. Rielo - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutti i titoli che la società concede sono metaforici, in nessun caso hanno valore di essenza. Solo Dio è dignità essenziale dell’uomo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Vorrei davvero vivere questo onore 24 ore su 24 e proprio in quelle situazioni in cui il rapporto con gli altri si rende difficile; quando il mio giudizio, la mia arrabbiatura, le mie parole attaccherebbero l’altro. Dovessi confessarvi, oggi, la mia aspirazione, direi così: vivere in grado eroico questa virtù per quello che è e non come un semplice compiere gesti buoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lorena Carrasco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-908502393154863268?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/908502393154863268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=908502393154863268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/908502393154863268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/908502393154863268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/04/guardando-unimmagine.html' title='L&apos;onore- di Lorena Carrasco (Roma, 27 aprile 2007)'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-6455746366160047334</id><published>2007-04-06T00:04:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T10:15:33.059+02:00</updated><title type='text'>L'invidia - di David G. Murray M.Id (Roma, 23 marzo 2007)</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: trebuchet ms; text-align: right;"&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per l'invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: trebuchet ms; text-align: right;"&gt;(Libro della Sapienza 2, 24)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;In un certo senso, l'invidia è la passione mortifera per eccellenza, la forza demoniaca che, unita alla superbia e all'odio, è alla base di tutti i delitti umani. Ed è anche la passione che ognuno è meno disposto a riconoscersi, a manifestare. La più sibillina e recondita della persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per invidia si arriva a privare gli altri dei beni più preziosi che possiedono: nella diffamazione, la reputazione; nella critica mordace, la pace; nella rivalità, il giusto riconoscimento dei doni altrui; nell'aggressività, persino la vita fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un modo semplice di comprendere l'invidia è di definirla “tristezza per la felicità di un altro” e, nella sua forma morbosa, il desiderio di togliergli questa felicità. Così va letto il brano del Vangelo: “Pilato sapeva che i farisei e gli scribi avevano consegnato Gesù per invidia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna sottovalutare il potere distruttivo dell'invidia, che si nasconde in ogni anima umana e che può saltare fuori in qualsiasi momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caino riceve l'ammonimento di Yhavé: “Il peccato è alla porta come un leone ruggente. Devi opporgli resistenza”.&lt;br /&gt;Da questa frase capiamo che possiamo essere “posseduti” e “divorati” dalle passioni se non lottiamo per vincerle. Infatti, Caino viene divorato dall'invidia nei confronti di suo fratello Abele, e lo uccide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo si colloca espressamente dalla parte di Abele e di tutti i giusti uccisi per invidia in tutti i tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché sente l'invidia in modo così pestilente?&lt;br /&gt;Le passioni che sfigurano il comportamento dell'anima prendono forza nell'assenza dell'unione d'amore con le Persone divine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abele gode di un'estasi amorevole con Yhavé, perché si offre generosamente a questo rapporto, simboleggiato dal sacrificio gradevole che realizza come atto di culto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caino non stima questa amicizia con Yhavé. Invece guarda verso Abele, percepisce la sua felicità, sente tristezza per questo motivo (“s'irrita”) e reagisce con violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti ai beni altrui, l'atteggiamento sano e “mistico”, unitivo, consiste nell'ammirazione, da una parte, e nell'imitazione, dall'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così nasce la concezione dell'imitazione di Cristo: vedo le sue sublimi virtù e anche la sua felicità radicale. Non mi sento triste per questo motivo, ma desideroso entrare nella stessa felicità assimilando lo spirito filiale che ne sta alla base. Mi unisco alla sua unione, alla sua orazione, al suo amore, e esco da me, dalla mia infelicità, dalla mia invidia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: trebuchet ms; text-align: right;"&gt;David G. Murray, M. Id&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-6455746366160047334?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/6455746366160047334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=6455746366160047334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6455746366160047334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/6455746366160047334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/04/linvidia-di-david-g-murray-mid-roma-23.html' title='L&apos;invidia - di David G. Murray M.Id (Roma, 23 marzo 2007)'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-8163435030247793381</id><published>2007-03-14T00:22:00.000+01:00</published><updated>2007-03-14T17:21:42.406+01:00</updated><title type='text'>L'orgoglio - di Pietro Picerno (Roma, 23 febbraio 2007)</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:trebuchet ms;" &gt;Sapreste rispondere alla domanda “siete orgogliosi”?&lt;br /&gt;Probabilmente ci dovete pensare su un pochettino, non tanto perché dovete ricordarvi in quale occasione o per quale motivo lo siete stati, ma più che altro perché dovete prima ben individuare cos’è l’orgoglio, dargli una definizione ed identificarvici. Il che non è affatto banale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, se si parla di definizioni, chiaramente la cosa più sensata da fare come primo passo è sicuramente quella di andare a controllare che ci dice un dizionario della lingua italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:85%;"&gt;&lt;blockquote&gt;1. grandissima stima di sé e dei propri meriti: essere pieno di orgoglio; peccare di orgoglio.&lt;br /&gt;(estens.) senso della propria dignità: parlare con legittimo orgoglio; non avere nemmeno un po' d'orgoglio&lt;br /&gt;2. cosa o persona che sia motivo di vanto: essere l'orgoglio della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinonimi/Contrari 1 Sin. presunzione, superbia, amor proprio, boria, spocchia, sussiego, alterigia, albagia, arroganza (lett.) Contr. umiltà, modestia, semplicità.&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;Come si evince sopra, emergono in primis due accezioni di questo termine. La seconda è decisamente un accezione positiva. Nella prima definizione, invece, accanto al termine orgoglio compare il verbo “peccare”.&lt;br /&gt;Cosa significa questo? Si può, dunque, peccare di orgoglio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola digressione storica, ma significativa: l’orgoglio era elencato addirittura tra i Peccati Capitali, prima che Papa Gregorio nel VI secolo facesse una riforma della lista: fuse orgoglio e vanità che divennero così l’invidia.&lt;br /&gt;Questo spiega molte cose. Sulla negatività della “passione” dell’invidia non ci sono dubbi; dell’orgoglio, invece, normalmente non possiamo dare una definizione univoca. Da qui, la nostra difficoltà ad attribuirgli una fisionomia e a ritrovarvisi dentro.&lt;br /&gt;Ma si può peccare di orgoglio. In altri termini, c’è da renderne conto a Dio del nostro modo di essere orgogliosi. Che significa questo? Cose è per Dio il mio orgoglio? Cosa è per lui il senso di difesa di me stesso?&lt;br /&gt;Molte potrebbero essere le sfaccettature… Alcune…&lt;br /&gt;Si è talmente sicuri di sé da arrivare a pensare di non aver bisogno dell’aiuto di Dio, di poter essere gli artefici del proprio destino tanto da non sentirsi in dovere di dar conto ad alcuno delle proprie azioni (qui l’orgoglio collima con la superbia).&lt;br /&gt;Si è così arroccati sulla difesa di se stessi, da giustificare i motivi dei nostri atti, la ragionevolezza di molti nostri principi, la liceità di molte nostre passioni, anche di fronte a Chi “capisce di più” in quanto a direzione e senso di tutto ciò che dovremmo fare, pensare, volere…&lt;br /&gt;Si ha talmente paura di perdere la propria identità (l’identità che crediamo di possedere), da riaffermarla quando la sentiamo a rischio, e non solo di fronte allo “straniero”, ma anche davanti a Chi, nel campo della “nostra” identità, avrebbe molto da dire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ come sfidare Dio, domandandogli: e perché devi essere tu, solamente, il proprietario di me stesso? Perché rinunciare a questo o quest’altro aspetto di me? Perché devo perdere questo carattere?&lt;br /&gt;Ci chiediamo qual è l’identità di Dio, tale da metterla a confronto con la nostra?&lt;br /&gt;Come ci misuriamo con parole del genere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Chi ama la propria anima, la perde;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;e chi perderà la propria anima a causa mia, la troverà&lt;/span&gt; (Mt 10,39)&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Di certo, l’orgoglio rientra a pieno titolo tra le nostre “battaglie dell’anima”.&lt;br /&gt;Una battaglia sicuramente …&lt;br /&gt;Da vincere? Come?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che dal dizionario viene “spacciato” come il contrario dell’orgoglio, l’umiltà, è proprio ciò che dai testi sacri viene segnalato essere “la medicina” contro l’orgoglio.&lt;br /&gt;E’ stato Cristo a dirci che l’umiltà è la chiave di accesso al regno dei cieli, ed è stato Cristo stesso che ci ha insegnato sulla propria pelle ad essere umili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;… ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce&lt;/span&gt;" (Filippesi 2,3-8).&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: right"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Pietro Picerno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-8163435030247793381?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/8163435030247793381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=8163435030247793381' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/8163435030247793381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/8163435030247793381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/03/lorgoglio-23-febbraio-2007.html' title='L&apos;orgoglio - di Pietro Picerno (Roma, 23 febbraio 2007)'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-1467300109964179933</id><published>2007-02-21T18:52:00.001+01:00</published><updated>2007-04-06T00:11:29.120+02:00</updated><title type='text'>La bellezza - di Paolo Zordan M.Id (Roma, venerdì 26 gennaio 2007)</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Qual è la cosa più bella che avete conosciuto nella vostra vita?&lt;br /&gt;Perché la bellezza non è un concetto astratto, ma una qualità di qualcosa o di qualcuno…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni anni fa, se qualcuno mi avesse posto la domanda, il pensiero sarebbe corso al volto di una persona che amavo molto. Ricordo che sognavo di poter guardare il sole assieme a lei. Un giorno mi sembrò di cogliere nei suoi occhi un cielo malinconico, come fosse in attesa di qualcosa. Ma allora non capii di cosa…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi direi che c’è una bellezza più grande…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Vangelo apparentemente si parla poco della bellezza. Gesù ha il volto del “servo sofferente”, del quale Isaia profetizza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;non ha apparenza né bellezza &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;per attirare i nostri sguardi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;non splendore &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;per provare in lui diletto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;… &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Come uno davanti al quale ci si copre la faccia, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;era disprezzato e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;non ne avevamo alcuna stima” (Is 53, 2-3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi hanno sempre toccato profondamente, nel senso di questo svuotamento di bellezza, gli episodi in cui profumano il capo e i piedi di Gesù: lui che è il profumo del Padre si abbassa fino al punto da aver bisogno di profumo ed accettarlo dagli uomini…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altri momenti però – come nella trasfigurazione – Cristo si manifesta nella sua gloria, nella sua bellezza divina, nel suo splendore soprannaturale.&lt;br /&gt;Questa gloria, mistero di luce, credo sia la cosa più bella che occhio possa vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ne parla S. Agostino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;vidi al di sopra degli occhi della mia anima… la immutabile luce: non questa volgare e accessibile ad ogni carne o una più grande, ma della stessa natura… Non questa era, ma un'altra, un’altra molto diversa da tutte… Chi conosce la verità la conosce, e chi la conosce, conosce l’eternità. L’amore la conosce… Riverberasti l’infermità del mio sguardo folgorandomi col tuo raggio… e mi scoprii lontano da te, nella regione della dissomiglianza…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;” (Confessioni, VII, 10).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le cose, in qualche misura, risplendono di questa gloria, perché Dio è presente in esse. C’è un “più” di bellezza nelle cose – esattamente questo splendore (bellezza come splendor) – che non si riduce a proporzione geometrica o ad armonia delle forme, né a giochi di luce o di colore (bellezza come species).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già… ma solo un occhio trasfigurato può cogliere questo “più” di bellezza, poiché “il simile – recita l’antico adagio – conosce il simile”. Lo splendore è la bellezza dello spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da dove nasce questo splendore, quale è la sua essenza?&lt;br /&gt;Cristo lo rivela:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;o ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;” (Gv 17, 4-5).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno – neppure Cristo – può dare gloria a se stesso. Questo è anche il significato del mito di Narciso, che affoga per essersi infatuato della sua immagine riflessa nell’acqua. Il massimo di bellezza, al contrario, coincide con il minimo di narcisismo – “Io ti ho glorificato… glorificami davanti a te…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo due persone divine, che si donano la vita in assoluta generosità, possono risplendere di gloria: il Padre, origine della gloria, dona tutta la sua bellezza al Figlio, senza trattenere nulla per sé; il Figlio si spoglia completamente di ogni bellezza propria per donarla tutta al Padre. La gloria dell’uno si compie solo con la gloria dell’altro, nella gloria dell’altro. Non c’è gloria per l’uno senza l’altro, perché la gloria sta proprio nella offerta totale di sé, nel dono d’amore assoluto che è, insieme, dono di assoluta bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bellezza più grande allora – con un paradosso solo apparente – è di chi non trattiene neppure un briciolo di bellezza per sé, ma se ne spoglia per farne omaggio ad un altro. Ed accoglie di nuovo la sua gloria come un dono – “glorificami (Tu, o Padre)… con quella gloria che avevo prima che il mondo fosse”.&lt;br /&gt;E’ la bellezza di due persone divine che si amano assolutamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Come potremo coglierla?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Entrando in questa circolazione d’amore…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;           &lt;div style="text-align: right;"&gt;                                                                                &lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Paolo Zordan, M. Id&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-1467300109964179933?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/1467300109964179933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=1467300109964179933' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1467300109964179933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/1467300109964179933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/02/la-bellezza-venerd-26-gennaio-2007.html' title='La bellezza - di Paolo Zordan M.Id (Roma, venerdì 26 gennaio 2007)'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-3816185879196099952</id><published>2007-01-06T10:00:00.000+01:00</published><updated>2007-01-18T01:14:13.993+01:00</updated><title type='text'>Libretto della serata artistica del Canova: "L'anima e le sue battaglie" (Roma, 22 dicembre 2006)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;1.    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;L’anima e le sue battaglie&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt; – Emanuela De Blasio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;2.    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per te&lt;/span&gt; – Luca Equizi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;3.    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oceano &lt;/span&gt;– Luca Equizi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;4.    I&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l Libro dell’anima&lt;/span&gt; – Poêm-prose di Amelia Arbia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;5.    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’assedio&lt;/span&gt; – Alessandra Carrafelli&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;6.    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vita tra due mondi&lt;/span&gt; – Rappresentazione teatrale,  Antonio Guarro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;7.    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un’ombra alla tua ombra &lt;/span&gt;– Pilar Cediel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;8.    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Altro&lt;/span&gt; - Chiara Ammoscato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;9.    &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimmi&lt;/span&gt; - Canzone – Lizza Rodriguez&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;10.&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Avvento&lt;/span&gt;, Paola Equizi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;11. &lt;span style="font-style: italic;"&gt; Tempo di Natale&lt;/span&gt; – Poema, Luca Equizi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;12.   &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ninna ninna&lt;/span&gt; – Canto di Natale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:130%;" &gt;13. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);font-size:130%;" &gt;  Figlio &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;– Poesia, Fernando Rielo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;_______________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;1- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt;L’ANIMA E LE SUE BATTAGLIE&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);"&gt; - EMANUELA DE BLASIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Combatti, anima mia,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;innalza il tuo vessillo bianco,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;segno di una vittoria che miri da lontano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Non sederti, ti prego,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;non è questo il tempo del riposo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;hai un cielo da conquistare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Anima ferita, salvata,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;cammina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Non voltarti a quelli che sono solo miraggi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;a voci ingannevoli di sirene senza poesia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Cammina seppure al buio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;ché anche ad occhi chiusi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;la luce può essere percepita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Soffri, anima mia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;fiori profumati nasceranno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;alle tue lacrime cadute a terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Combatti con la spada dell'amore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;una, cento, mille battaglie,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;perché nessuno ti passi accanto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;senza esserne colpito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Trafiggi i cuori, anima mia, trafiggili tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Una scheggia della Sua Croce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;in te si è conficcata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e allora sanguina, anima mia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Sanguina senza paura&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;e ama lì,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;dove fa più male.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;2- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;PER TE &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;– LUCA EQUIZI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Pescatore:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Io, piccolo contadino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;a trascinare le stelle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;arando i tramonti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;con questo vomere d'onde&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;fino all'anniversario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;di perduti orizzonti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;passati al setaccio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;con i piedi levigati dai ciottoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Di questo tappo di sughero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;farei per te un povero giocattolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;e tu, con esso, mi accompagneresti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;fino alla fine della terra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;parlando dal mare alle stelle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Ma questo vino mesto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che già torna aceto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;non trova pace&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;e, per la bottiglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che trova il suo lugubre tappo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;io faccio del sogno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;un coperchio per il sarcofago&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;di colui che ignaro è già morto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;e il mio cuore silenzioso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;non le onde ma l'acqua torba&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;e immobile dal porto guarda,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;sognando una luna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che ancora trovi il tempo di giocare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Una fase lunare scatena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;ogni lamento del tuo più volubile ciglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;e dimentico l'eternità che brilla&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;nel nulla che separa i nostri sguardi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 153);"&gt;3- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 153);"&gt;L'OCEANO&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 153);"&gt; - LUCA EQUIZI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;La pace sia con il viaggiatore che bussa alla mia porta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Sono l’Oceano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;E’ inutile pensarmi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;perché delle mie gocce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;non tengo il conto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;e delle mie onde&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;non mi curo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Degli aerei,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;che mi attraversano in poche ore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;irrido l’ansia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;e delle vele che cullo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;cancello ogni traccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Sono il mare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;dalla terra racchiuso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;e con la terra gioco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;perché ne sono il signore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Non cercare di guardarmi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;perché non mi puoi vedere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Se mi cerchi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;mi hai gia trovato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;e lo immaginarmi ti sovrasterà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Con il cielo mi bacio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;e della sua infinita anima rispecchio lo sguardo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;L'’infinito mi e’ sempre davanti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;e per questo, nella mia immensità,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;umilmente,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;taccio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Che la profondità accolga le tue ansie e ti liberi di ogni orgoglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;4- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 51, 0);"&gt;IL LIBRO DELL’ANIMA&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt; - AMELIA ARBIA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;L’anima è uno sguardo eterno, un volo dall’alto. L’anima è un canto, un’im-men-sa scala di note, è un cavallo bianco in corsa per le praterie del cielo. L’anima è come una nuvola pura, soffice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Il vento c’è ma non lo vediamo, eppure le nostre parole come foglie si muovono, eppure la nostra anima come nuvola sorride in un nuovo volto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;L’anima è elettricità che nutre le luci dei nostri pensieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;ECCO UNA TENERA LUCINA:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Guardo al di là delle apparenze, perché l’anima è laddove i fili di questo mondo ci invitano a tessere creatività: PERCHE’ VEDERE NON E’ CREDERE, CREDERE E’ VEDERE!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;L’anima è una costante contemplatrice della natura, in costante preghiera, in costante fase di positivo arricchimento, perché l’anima non perde mai nulla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Ecco: la vastità dei colori della mia anima!Ed è costante il cammino cangiante e imperituro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;O solo in bianco o solo in nero sarebbe riduttivo, crudele, fin troppo razionale. Perché l’anima può spiegare tutto ciò che il raziocino impone, ma la ragione non può spiegare tutte le ragioni dell’anima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;E come macchia d’inchiostro gettata su un foglio , l’anima prende man mano una forma, una voce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt; Sono come una cattedrale che filtra la luce dai vetri colorati e non cuore sezionato dalla ragion critica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;E continuiamo a meditare e a scolpire la nostra anima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;La mia anima è scolpita e venature la impreziosiscono, rendendola lapislazzulo dalle screziature dorate. Un senso doloroso è scosso dallo scalpello che scava per far emergere risposte a questa battaglia. E medito e scolpisco un edonismo dell’anima, contraddizione che è in fondo giusta, perché del giardino dell’anima dobbiamo avere la massima cura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Sarebbe bello Quel Giorno sentirsi dire: fiufiù(piccolo fischio)!BELLA LA TUA ANIMA!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Ma l’anima è come un bimbo che rinasce e con le sue pargole mani trucca il cielo di una stella cometa, trapunta di speranza il cammino, dona l’oro, l’incenso e la mirra della fede, cattura le parole più belle e dona al corpo una capanna sotto la quale ripararsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;5 - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;L’ASSEDIO &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;– ALESSANDRA CARRAFELLI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Mi affacciai un giorno alla mia anima&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;e sorpreso vidi guerrieri vestiti di scarlatto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;come fuoco scintillavano pronti all’attacco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;I loro scudi avevano un aspetto come di fiamme&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;e le lance lampeggiavano come saette.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Si cinsero i fianchi, sorvegliarono le vie,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;raccolsero tutte le forze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;e si lanciarono verso le mura…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;…la copertura di scudi fu formata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;montata fu la guardia alla fortezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Ad un tratto una voce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;gelida, come il vento, gridò:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;“Fermatevi, fermatevi”,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;…ma nessuno si voltò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;I cuori erano allo spasimo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;ma su tutti i volti lo splendore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Si fece l’appello dei più coraggiosi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;che accorrendo si urtavano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;e sorpreso mi accorsi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;che anche il mio nome fu pronunciato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;VITA TRA DUE MONDI&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-size:85%;"&gt;RAPPRESENTAZIONE TEATRALE - ANTONIO GUARRO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Inizio:&lt;br /&gt;Il dottore e l’infermiere, con una tazza di caffè in mano, entrano in scena camminando con calma uno accanto all’altro, eseguendo un arco fino a giungere al centro dell’ambiente. Si dispongono uno di fronte all’altro ed iniziano a sorseggiare il caffè. Il dottore con un sospiro liberatorio inizia a parlare al suo amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Finalmente un pò di tranquillità! Oggi è stata proprio una giornata di duro lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Come sempre, d’altronde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore: (da una pacca sulla spalla all’infermiere).&lt;br /&gt;Si! Amico mio, hai ragione. In questo piccolo “pronto soccorso” è un continuo andar e venire di persone che cercano aiuto. Ma a dirti la verità, anche se sono stanco, sono molto felice. E ti voglio ringraziare per la tua preziosa collaborazione. Insieme, anche oggi, siamo riusciti ad alleviare un pò di dolore e far ritornare il sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Dottore sono lusingato per le sue parole. Il merito è tutto vostro. Io ho fatto solo quello che mi avete detto.&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;E ti pare poco. Lavorando da solo, senza il tuo supporto, non avrei potuto fare niente. Invece, abbiamo aiutato la bambina di stamattina e il vecchietto di poco fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Sono io che voglio ringraziarla, al suo fianco ho imparato che il nostro lavoro è una missione, ed ogni giorno lo amo sempre di più. Speriamo di continuare ad essere felici facendo del bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Domani sarà un altro giorno e vedremo cosa dovremo da fare. Oggi la giornata volge al termine e non vedo l’ora di ritornare a casa dai miei bambini, abbracciarli e stare con loro. Accompagnarli al letto e aspettare che si addormentano, mentre ascoltano la fiaba preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Ma cosa sta succedendo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingresso di Moahammed e Aisha:&lt;br /&gt;Moahammed sostenendo sua moglie chiede aiuto. Moahammed ha il turbante e la moglie ha il capo coperto. Aisha con una smorfia di dolore cammina a fatica. Il Dottore e l’infermiere si muovono di qualche passo e vanno in contro ai due arrivati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed :&lt;br /&gt;Aiutateci! Aiutateci! Dottore sono Moahammed, e mia moglie Aisha ha i dolori, penso che sia arrivato il momento del parto.&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Prego signora, si accomodi. Questo è il suo primo travaglio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Si, dottore questo è il mio primo bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Mi ascolti, dobbiamo verificare l’intervallo tra una fitta e la successiva. Mi dica quando inizia il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Ecco sta incominciando! Com’è forte vi prego aiutatemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Signora respiri profondamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottore verifica con l’orologio la durata del dolore e l’intervallo tra la prima e la seconda fitta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Adesso è passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Bene, ora mi dica quando giunge di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed :&lt;br /&gt;Come stà dotore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Stia tranquillo. La situazione è sotto controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Ecco, eccolo di nuovo. Haiii!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;La durata e lo spazio tra le fitte fanno pensare che si siamo molto vicini. Dobbiamo portarla immediatamente in sala parto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Dove credete di andare con mia moglie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Stiamo andando in sala parto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;No! Aspettate un momento. Chiedo che ad accompagnarla e ad assisterla sia una dottoressa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Il dottore sono io in questo turno ed una dottoressa non c’è al momento, quindi mi dispiace, ma si dovrà accontentare di me e del mio assistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;No! Mia moglie si muove solo con una dottoressa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Perché insiste tanto ad avere una dottoressa che non c’è, quando ci sono già io?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Le nostre osservanze precisano che una donna può essere vista solo da suo marito, e nei casi di parto può essere assistita solo da un’altra donna. Per questo vi chiedo di rispettare le leggi in cui credo e di chiamare una dottoressa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;La prego di non essere schiavo di una legge, che avrà pure i suoi buoni fondamenti, ma in una situazione d’urgenza come questa, sia tollerante per il bene di sua moglie e di suo figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Come si permette di offendere la legge che rispetto e di parlarmi di tolleranza. Proprio lei che vive in un paese dove, noi stranieri, siamo trattati come schiavi e la nostra dignità calpestata ogni giorno. Dov’è il rispetto? Ed ora per giunta mi viene a chiedere di tradire il mio credo. Non ha proprio pudore! L’osservanza delle leggi è l’unica cosa che ci è rimasta. Ci da sostentamento e forza, e non permetterò che siano infrante. Meglio la morte. Chiamate una dottoressa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Non le sto chiedendo di rinnegare la vostra fede, ma solo di guardare la reità della situazione in cui ci troviamo. Dio è amore, ed il suo primo comandamento è di amarlo con tutte le nostre forze e di aiutarci gli con gli altri. Ora lei mi sta impedendo di fare il mio lavoro e di dar aiuto a sua moglie e al figlio che ha in grembo, sangue del suo sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Il bene di cui lei parla per me è male. Basta! Chiamate una dottoressa, oppure la porta via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Stia calmo. Visto che è così ostinato cercheremo di fare il possibile. Pierluigi, per favore chiama la dottoressa Chiara e vedi se può venire urgentemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’infermiere va a fare la chiamata ed esce di scena. Moahammed, si china su Aisha e la accarezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Aisha aspetta ancora un poco, presto arriverà la dottoressa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Ama così tanto sua moglie, eppure non riesce a comprende che l’amore verso Dio passa per le opere che facciamo ai nostri simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Anche noi rispettiamo la persona, ma prima di tutto viene la legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Una legge che non permette di aiutare una persona, non viene da Dio, ma dal cuore indurito degli uomini, che hanno perso la strada che è stata indicata al nostro padre Abramo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Può dire quello che vuole, ma la legge è legge, e quando verrà la dottoressa noi l’avremo rispettata e ce ne andremo col cuore in pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;La speranza ci accomuna, ma se non dovesse arrivare in tempo, restano due persone che rischiano di morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rientro in scena dell’infermiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;La dottoressa sta venendo all’ospedale, ma prima di un’ora non potrà essere qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;E' troppo tempo. Sarà già tutto finito! Cosa possiamo fare adesso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Aiutatemi! Non c’è la faccio più. Aiutami Moahammed …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Pierluigi aiuta la signora Aisha con gli esercizi di preparazione al parto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Si, dottore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’infermiere aiuta Aisha ad alzarsi e a camminare. Vanno al lato della scena, e le spiega (solo con gesti, facendo finta di parlare) un esercizio. Dopo la spiegazione Aisha si piega lentamente sulle gambe, buttando fuori l’aria e tenendo le braccia distese in avanti. L’infermiere ripete con lei lo stesso esercizio tenendo le mani. In primo piano sulla scena restano il dottore e Moahammed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Ascoltami, Moahammed ti voglio raccontare una storia. Un uomo venuto da Dio, faceva del bene a tutti le persone che incontrava sulla sua strada, invitandoli al pentimento e alla conversione. I capi della religione, invece di dar lode a Dio per le meraviglie del suo amore, lo attaccarono perché non rispettava, secondo la legge, il riposo del sabato. Egli si difese dalle accuse, e dopo un’altra guarigione in giorno di sabato, chiese a tutti i presenti: (il dottore si rivolge al pubblico e poi ritorna a guardare Moahammed) Chi di voi se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato? (Una breve pausa). Nessuno rispose. E continuando i suoi insegnamenti, spiegò che Dio non ha fatto l’uomo per il sabato ma il sabato per l’uomo. I capi della legge non accolsero i suoi insegnamenti e preferirono condannarlo a morte. Ma il Dio dei nostri padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, lo ha risorto, ed i suoi insegnamenti sono giunti fino a nostri giorni. Allo stesso modo io non posso tirarmi indietro dinanzi alle grida di questa donna. Lasciami aiutare tua moglie! Alla fine potrai decidere di lavare l’offesa col mio sangue. Offro la mia vita per la tua famiglia, come il mio Signore si offrì per la salvezza del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Presto, presto è arrivato il momento …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Aishaaaa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Dottore, si sono rotte le acque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Presto andiamo in sala parto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Noooo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Basta, Moahammed ricorda il patto! La mia vita per la tua famiglia. Ti prego, aspettaci qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Ti prego Moahammed, lasci che il dottore ci aiuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed, senza rispondere volge le spalle e si allontana. Nel frattempo il dottore e l’infermiere fanno sedere Aisha sulla sedia (sala parto) e si pongono rispettivamente uno alle spalle e l’altro di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottore spiega ad Aisha come deve comportarsi. Nel frattempo continua a lamentarsi e per le tre volte che il dottore le dice di spingere, lancia delle forti grida. Moahammed al primo grido di dolore di sua moglie, ha un attimo di smarrimento, non sa cosa fare, poi si pone in ginocchio ed inizia a pregare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Signora Aisha, mi ascolti bene. Deve respirare profondamente e quando le dico di spingere lo faccia con tutta la forza. Pierluigi, aiuta la signora tenendola per le mani.&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Signora, deve fare tanti piccoli respiri, come se come volesse gonfiare un palloncino. (Aisha esegue quello che gli dice l’infermiere). Bene, ora uno ne faccia uno profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Vedo la testa! Signora Aisha, si prepari a spingere. Forza! (Aisha emette il primo grido e Moahammed si mette a pregare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Signora Aisha è stata molto brava. Ora si riposa e riprenda le forze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Pronta! Spinga di nuovo. (Aisha emette un altro grido). Brava, la testa è uscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Signora un’ultima spinta e abbiamo finito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Su vada! (Aisha emette l’ultimo grido). Ecco lo tengo. E’ nato. Signora Aisha è diventata mamma di un bel bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottore prende il bimbo e lo dà alla mamma. Aisha lo prende in braccio tra pianto e riso. I dolori del parto sono già dimenticati e resta la gioia della maternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Le mie felicitazioni signora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Pierluigi, andiamo a dare la notizia al signor Moahammed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottore e l’infermiere escono dalla sala parto e chiamano Moahammed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Signor Moahammed, è diventato padre di un bel bambino. Prego entri pure.&lt;br /&gt;Costui, dopo aver finito il ringraziamento, si alza e si incammina verso la sala parto tenendo la testa china e lo sguardo verso terra. E quando passa al lato dell’infermiere e del dottore volge il viso dall’altra parte. Entrato resta dinanzi ad Aisha, immobile senza proferire parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;Moahammed, il nostro bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha mostra il bambino a Moahammed, invitandolo a prenderlo in braccio. Dopo un attimo d’esitazione, Moahammed si avvicina, prende il bambino in braccio ed inizia a coccolarlo. Va al centro della scena, lo alza al cielo, mostrandolo al pubblico con viva emozione e gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;E’ nato mio figlio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed ritorna da Aisha e le dà il bambino, poi la accarezza e la bacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Vado a fare il mio dovere. (Moahammed si allontana da Aisha)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aisha:&lt;br /&gt;No, Moahammed non fare sciocchezze. Ti prego il dottore mi ha solo aiutato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Si, lo so. Stai tranquilla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed si avvicina al dottore e si guardano intensamente negli occhi. Fino a quando Moahammed accenna ad un sorriso e tende la mano al dottore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Grazie dottore! (Il dottore ricambia e si stringono la mano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Moahammed, abbiamo due cose in comune. Crediamo nello stesso Dio che parlò ad Abramo e desideriamo il bene dei nostri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Si, dottore ha ragione. Speriamo che i nostri figli possano vivere in un mondo dove vi sia armonia e pace tra tutte le razze e le religioni del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Se siamo uniti, possiamo cambiare questo mondo e donare ai nostri figli quello che ora sogniamo ma che vedo sempre più vicino. Ora va, la tua famiglia ti aspetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed:&lt;br /&gt;Grazie di nuovo dottore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Non ringraziarmi più e dà i miei saluti alla signora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moahammed ritorna da Aisha. Si pone accanto ad Aisha e giocano insieme con il bambino sino alla fine dello spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Dottore ma come ha fatto a cambiare quell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Non io, ma il miracolo della vita. Pierluigi, ascolta se mi sbrigo penso che sono ancora in tempo per leggere la fiaba ai miei tesori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Vada pure, non si preoccupi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottore:&lt;br /&gt;Grazie Pierluigi, ci vediamo domani. Penso che gli racconterò la stona di questa notte.&lt;br /&gt;Il dottore esce dalla scena e l’infermiere si pone al centro concludendo lo spettacolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infermiere:&lt;br /&gt;Questa sera abbiamo visto “Il miracolo della vita” che tocca il cuore di tutti gli uomini. E tra pochi giorni, nelle nostre case, con i nostri cari festeggeremo, sotto l’albero di natale e con il presepe, lo stesso miracolo in ricordo della nascita del nostro Signore. Auguro a tutti, che sia un natale che possa donarci di vedere le vere necessità dell’uomo, com’è accaduto a Moahammed.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi saluto con l’augurio scritto dai “Ragazzi di Villa Maraini”, posto sotto un presepe, in mostra a piazza del Popolo nelle Sale del Bramante:&lt;br /&gt;Per un lento e doloroso percorso procediamo fra infinite paure ed errori, ma il vero peccato da cancellare è la distanza … che ci separa dalla forma perfetta che l’Umanità può raggiungere attraverso la luce viva dentro ognuno di noi”. Buon Natale a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);"&gt;7- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;UN’OMBRA ALLA TUA OMBRA&lt;/span&gt; – PILAR CEDIEL&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Un'ombra alla tua Ombra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;sono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;La scopro mentre cammino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;su specchi d'erba secca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;e pavimenti di pietre dure e faticose.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;La mia ombra non dice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;La Tua dice tutto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;in giallo oro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;che nasce all'alba.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;        Te ne vai?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;        Mi perdo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;        Dove andrò?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;          Lo so!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Hai pensato di portarmi con te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;perché non muoia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;e, quando tornerai, io esista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Sono ombra alla tua Ombra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;             che resta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Perché è tua,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;e dove vai la porti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;ombra che sempre nasci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;      che sempre passi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;      che sempre conduci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;__________________&lt;/span&gt;___________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 0, 204);"&gt;8- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ALTRO&lt;/span&gt; – CHIARA AMMOSCATO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Mi basta un fioco raggio di luce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;per raccogliere speranza…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;è vero,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;eppure inquieta l’anima vaga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;da fiume a fiume,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;ramo a ramo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;fiore a fiore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;senza mietere pace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Ahi natura!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Tanto ti piansi, tanto ti volli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Tu che mi sorridi e mi accarezzi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;madre amata!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Tu che mi colmi di dolcezze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;e di amarezze,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;madre severa!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Se tu m’avessi mostrato il cielo mai visto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;e così pianto, voluto, desiderato!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Ah… se tu avessi potuto!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Tua creatura mi sarei chiamata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;Culla di vita… Vita inquieta…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;ora, un altro orizzonte si è disvelato dentro,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;il giorno colmo di sogni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;quando altro intravidi… ad altro gridai…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;più alto di te volai,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;cielo da cui, ora, io ti ricreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;9 - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;DIMMI &lt;/span&gt;– LIZZA RODRIGUEZ&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Dimmi dove sei, Signore, quando nella notte io cammino da sola...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Dimmi perchè tante volte non riesco ad ascoltare la tua voce...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Dimmi perchè quando ho più bisogno di te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;non ricordo che sei vicino a me...?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Dimmi perchè vacillo, se la mia forza sei Tu? ...Cos'è che mi fa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;non vedere il tuo amore?...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;(…)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 51);"&gt;10- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;AVVENTO &lt;/span&gt;- PAOLA EQUIZI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Rispondi al silenzio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Urla la muta tua gola&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;recisa la corda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Strumento inutile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;sublime produsse&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;dolcissima melodia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Urlando risponde&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;il muto mio cuore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Trafitta la carne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Di sangue regale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;irrorata la terra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;esultò di gioia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Dall’alto discende&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;nel buio più grande&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;l’immensa bellezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Commuove il bagliore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;di si rara stella&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;chi in alto guardò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Al sordo cantò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;il sorriso del muto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Il cieco la vide&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Sorrise quel ramo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;abbracciando il cielo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;e l’acqua divenne cristallo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;11- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;TEMPO DI NATALE&lt;/span&gt; – LUCA EQUIZI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Tempo di ricercare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Tempo di ridere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Tempo di giocare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Quale tempo quando non si ha tempo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Vola un uccello in cerca di un nido.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Primavera in un tardo ottobre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;a sud dell'equatore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Un albero passa attraverso lo specchio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;tale è il vento la dove&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;un bambino ha sempre tempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Quale tempo quando non si è a tempo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Tempo di morire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Tempo di soffrire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Tempo di patire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;E' forse per questo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che qualche ghigno osa esistere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Per permettere a un segreto di mietere?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Un esperienza violentissima,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;un impeto del desiderare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;dalle tenebre dell'anima&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che è peccato narrare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Piove una parola d'amore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;sulla piccola strada di sassi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;dove malato nel cuore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;l'amore (o l'attore) conta i suoi passi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Povero, l'uomo, l'ebbro cantore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che della pazienza è narratore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;colui che sa, veramente sa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che pure quest'anno il bambino Nascerà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Lo porterà una stella cometa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che si fermerà sopra una grotta segreta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;lo sanno tutti dove sta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;ma mai nessuno ve lo dirà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La garanzia della ditta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;è sempre e solo quella&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;che solo quando in te Natale sarà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;ogni cosa bella diventerà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Buon Natale bambini... l'amore del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;12- NINNA NINNA – CANTO, BERNARDO DE ANGELIS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;S&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;onno sonno che vai pe’ le mura&lt;br /&gt;fallo addormentà ‘sto fijo bello (2v.)&lt;br /&gt;che sennò viè l’orco a faje paura.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fallo dormì tra il bove e l’asinello,&lt;br /&gt;c'à solo ‘ste pareti questa stanza (2v.)&lt;br /&gt;fallo dormì’n pace Gesù monello&lt;br /&gt;Nanna ra na ra nanna, Nanna ra na ra na, nanna ra na ra nanna, ninna nanna.&lt;br /&gt;Quanno sarà grande Gesù Bambino&lt;br /&gt;sarà na luce forte più der sole (2v.)&lt;br /&gt;sarà Cristo Signore, Gesù divino.&lt;br /&gt;Adesso sonno bello sonno bono,&lt;br /&gt;consola st’agnellino che c’à solo un braccio (2v.)&lt;br /&gt;non fallo piagne Dio che se fa omo (2v.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;_____________________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 51, 0);"&gt;13 - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;FIGLIO &lt;/span&gt;– FERNANDO RIELO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;    I&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;“ Figlio, sono per te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Dio, Padre, Amico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e Figlio se me lo chiedi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Sono il tuo amato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e il tuo amante. Tu me lo dici. Se mi senti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Padre, tutto è tuo: il mio regno,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;il mio trono&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e me stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            Che desideri di più?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Chiedilo proprio adesso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e te lo darò in questo istante&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;in cui sei addormentato nella tua carne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e sveglio nel mio spirito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Ora ti do, non il cielo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;ma un bacio rotondo come una palla&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che il bimbo intrattiene,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;vuota perché non gli pesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Comincia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Spingila&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Che corra, che voli… E nel mio cuore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;scoppi… Poiché io te la darò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;disfatta in baci,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;se ciò ti consola&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;o ti diverte. Sì, figlio, tuo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;è il bacio del trionfo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che meriti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;perché hai fatto orti nel mio cuore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che raccolgono grano per fiori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e petali per ali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Come il contadino, figlio, che, attaccato alla terra,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;confuso con essa, puerile e testardo, si affanna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;nel mangiare i suoi frutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;        Egli ottiene il suo valore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            e tu…i miei baci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;     II&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Figlio, non ti vergognare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;di confessare che mi ami&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;più di me stesso. La tua chimera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;è immagine veritiera dell’infinito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che ti sposò con me&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;dalla tua prima età.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Tu lo sai Figlio. Tu sai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che io strappavo i tuoi baci,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e la tua anima,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;volando accanto a loro, trovava altre sfere,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;altri paradisi… Ti svegliavi, sì,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;nel tuo letto di bambino; però ti lasciavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;la finestra aperta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;perché tornassi a vivere lo stesso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Ricordi le mie andate e venute&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;per portarti aliti di brezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che io ti mettevo e gli angeli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;gridavano:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;un uccellino in vista!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Si sbagliavano, perché non sapevano nulla&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;dei nostri giochi. Quanto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;risi con loro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;nei tuoi primi giorni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;in cui nemmeno sapevi parlare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Sì, dipingere uccelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Io te lo insegnai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;E ne facesti molti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;a cui io davo vita;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;ed essi volavano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;formando paradisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che tu abitavi alcuni istanti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;alcuni istanti, sì…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            più grandi della vita!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;No. Non puoi ricordare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;quanti furono,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;quanti sono gli uccelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che con i nostri baci nacquero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Non importa, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Io ti dico che nessuno è morto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            Tutti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            stanno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            lì!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Come ieri…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;come oggi…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;come sempre. Nonostante ci sia molto morire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;sotto il cielo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Tu, figlio, rimarrai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;con le tue ali vive e aperte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;In giro. Attorno a me. Come sempre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;è stato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;e sarà sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Io te lo prometto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;No. Nessuno può capire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;la ragione delle tue lacrime&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che in qualunque angolo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;da solo, tu versi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Nemmeno io,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;tuo Dio, posso evitarlo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;senza rompere il corso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;dei tuoi giorni presenti…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;di questi giorni in cui altri figli,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;figli come te, mi sospirano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;quello stesso di cui tu,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;di cui tu,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;figlio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;sei stato testimone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            Basta, svegliati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;Svegliati al mondo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che il mondo è tuo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;anche se non sembra,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;sì. La vita, la pace e la gloria,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;che aspetti da me&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;            già&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;è…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 0);"&gt;             la tua corona!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-3816185879196099952?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/3816185879196099952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=3816185879196099952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/3816185879196099952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/3816185879196099952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2007/01/libretto-della-serata-artistica-del.html' title='Libretto della serata artistica del Canova: &quot;L&apos;anima e le sue battaglie&quot; (Roma, 22 dicembre 2006)'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-116449880683365358</id><published>2006-11-26T00:51:00.000+01:00</published><updated>2007-04-06T00:08:54.586+02:00</updated><title type='text'>Il Pudore - di Anna Pedretti M.Id</title><content type='html'>"&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Viviamo in una dittatura della trasparenza. Irresponsabili e infantili, mostriamo e guardiamo tutto, senza interiorità. Al contrario il sentimento del pudore, libero dalle ideologie, costruisce l'individuo e rende possibile la vita in comune&lt;/span&gt;"- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Monique Selz, Psicoanalista e Psichiatra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;La purezza del cuore richiede il pudore, che è pazienza, modestia e discrezione. Il pudore custodisce l'intimità della persona&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;Le forme che il pudore assume variano da una cultura all'altra. Dovunque, tuttavia, esso appare come il presentimento di una dignità spirituale propria dell'uomo. Nasce con il risveglio della coscienza del soggetto...&lt;/span&gt;" - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Catechismo della Chiesa Cattolica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;Il pudore dell'anima sopravvive nel cielo&lt;/span&gt;" - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;F. Rielo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-116449880683365358?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/116449880683365358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=116449880683365358' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116449880683365358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116449880683365358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/11/iii-pudore-cenni.html' title='Il Pudore - di Anna Pedretti M.Id'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-116423147984980007</id><published>2006-11-22T22:35:00.000+01:00</published><updated>2007-04-06T00:09:53.501+02:00</updated><title type='text'>Tolleranza...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7092/3373/1600/997040/in%20costruzione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 85px; height: 76px;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7092/3373/320/153172/in%20costruzione.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 153, 0);font-family:lucida grande;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);font-family:lucida grande;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;ToLLeRaNzA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 153, 0);font-family:lucida grande;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;.. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;N&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 0); font-weight: bold;"&gt;cOs&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;TR&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;u&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;ZiO&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153); font-weight: bold;"&gt;nE.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;..&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 0);font-family:lucida grande;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);font-family:lucida grande;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-116423147984980007?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/116423147984980007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=116423147984980007' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116423147984980007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116423147984980007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/11/ii-tolleranza.html' title='Tolleranza...'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-116423104612338668</id><published>2006-11-22T22:28:00.000+01:00</published><updated>2007-04-06T00:11:06.425+02:00</updated><title type='text'>Il tradimento - Riccardo Colasanti M.Id</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:100%;" &gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:100%;" &gt;Il tradimento&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt; è stato l’argomento dell'appuntamento inaugurale del Canova 2006/2007. "Ospiti speciali" del primo incontro: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;Jesus Fernández&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102); font-style: italic;"&gt;Riccardo Colasanti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;, invitati a trattare il tema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Ecco qualche spunto di riflessione, tratto dalle considerazioni di Riccardo e dei partecipanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;C'è una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;crisi di fedeltà,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; riscontrabile in tutti gli ambiti della società, dal politico, al lavorativo, al sentimentale, al familiare ecc., che spiega una nostra, tanto facile, "disposizione" a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;tradire&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, una così ardua "capacità" di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;fedeltà&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La relazione interpersonale comporta sempre e comunque, anche se a vari livelli, un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;vincolo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;: è sempre "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;condivisione tra interiorità&lt;/span&gt;". «Certo! Perhé è che condivido me stesso con te e ti rendo partecipe di ciò che sono, ti accompagno all’interno del mio mondo interiore... e lo stesso fai tu con me, o è quello che desidereresti anche tu che avvenga!...»&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Perché il tradimento provoca così tanto dolore nelle persone? Perchè, quando accade, ad esser tradita è proprio quella "mia" interiorità. Quella di un io che ha messo così in gioco la propria intimità... che ha messo allo scoperto ciò che chiamiamo "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;tutto me stesso&lt;/span&gt;" che, quando accade, non può che sentirsi profondamente solo, totalmente svuotato di sé... e non tanto perché si è donato interamente, ma perché è stato dato il dovuto valore, il giusto rispetto a ciò che si considera il più sacro.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Il momento chiave è questo. La profonda delusione, l'irreparabile dolore, e soprattutto l’enorme difficoltà a superare un tradimento... e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;perdonare&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);font-size:100%;" &gt;... (l'impossibile!) sono causati proprio dall’idea-convinzione che ciò che abbiamo con-diviso sia &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;l’essenza del nostro stesso essere&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, sia la nostra &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;identità&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Solo che...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;«L’essere umano termina, forse, con la propria intimità?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;E che altro c'è in me?&lt;/span&gt;»&lt;/li&gt;&lt;li style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;«Forse, potrei dirla così: noi non coincidiamo con ciò che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;crediamo&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; sia la nostra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;identità.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; Il mio &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;vero volto&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; non sta solo nella mia carta di identità! (E meno male!) O la potrei mettere anche così: anche se l'altro mi rubasse tutto quello che io credo di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;essere stato&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; fino a ieri, o di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;essere adesso&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;, mi rimarrebbe sempre una &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;capacità di rinascere e di far rinascere qualcosa di nuovo&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;. Potrei chiamare questo: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;capacità creativa&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;; anzi meglio: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;capacità di amare.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt; Il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;perdono &lt;/span&gt;lo potresti per caso spiegare con qualcos’altro che non sia l’amore? … per quanto crudeli o deboli, ti hanno forse mai impedito, gli altri, di amare sempre un po’ di più. E per quanto tu abbia mai fatto e dato, non hai forse, qualche volta, sperato, voluto, desiderato, aspirato ad amare sempre un poco di più?»&lt;/li&gt;&lt;li style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;«E cosa vuol dire questo?»&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;«Forse, che nella persona sta anche la sua stessa &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;ulteriorità e trascendenza&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;; che la persona va oltre la propria interiorità; che il tradimento non può “esaurirla”; che &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;sente di morire&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;… è certo... &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;ma&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;, in realtà, può &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;rinascere ad ogni passo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-116423104612338668?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/116423104612338668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=116423104612338668' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116423104612338668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116423104612338668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/11/i-tradimento.html' title='Il tradimento - Riccardo Colasanti M.Id'/><author><name>Lorena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15104013356263909466</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-116168861163164481</id><published>2006-10-24T13:11:00.000+02:00</published><updated>2006-11-28T20:45:09.173+01:00</updated><title type='text'>L'idea...</title><content type='html'>&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51);font-family:georgia;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="COLOR: rgb(102,102,102)"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51);font-family:georgia;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="COLOR: rgb(102,102,102)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51)"&gt;Ideato, degustando un buon cappu&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51)"&gt;ccino in un elegante museo-atelier romano, &lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51); FONT-STYLE: italic"&gt;Il Canova &lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51)"&gt;ha dato vita ad una serie di incontri serali con il fine di percorrere i musei della nostra interiorità, di visitare le sale del nostro modo di esistere e di stare con noi stessi e con gli altri&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,102);font-family:georgia;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51)"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,102);font-family:georgia;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,255)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,255)"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,102)"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,102);font-family:georgia;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51)"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(0,0,102);font-family:georgia;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-116168861163164481?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/116168861163164481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=116168861163164481' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116168861163164481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116168861163164481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/10/lidea.html' title='L&apos;idea...'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-116103464548538085</id><published>2006-10-16T23:32:00.000+02:00</published><updated>2006-10-16T23:40:40.446+02:00</updated><title type='text'>Una delle tracce dei prossimi incontri...</title><content type='html'>... L'anima e le sue battaglie...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand (Scena V, atto V)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ella guarda… Mi pare che si permetta di fissarmi il naso –&lt;br /&gt;lei che sul teschio camuso non ha naso...&lt;br /&gt;Che dite? E’ vana, so, la resistenza, adesso, ma non si pugna nella speranza del successo.&lt;br /&gt;No, no, più bello è battersi quando è invano!&lt;br /&gt;Vi vedo. Quanti siete?&lt;br /&gt;Mille? –&lt;br /&gt;Ah, sì vi riconosco, nemici miei… sieti tutti colà!&lt;br /&gt;La Menzogna? Tieni! Prendi!&lt;br /&gt;Ah ah! Ecco la Viltà ed ecco Il Compromesso…&lt;br /&gt;Il Pregiudizio…&lt;br /&gt;Che io venga a patti! Mai!...&lt;br /&gt;Ah, eccoti anche te, la Stoltezza!...&lt;br /&gt;Io so che alfine sarò da voi disfatto… ma non importa: io mi batto… mi batto… mi batto!&lt;br /&gt;Voi mi strappate tutti, tutto! L'alloro e la rosa.&lt;br /&gt;Prendete! Strappate pur!&lt;br /&gt;Malgrado vostro, c'è' qualcosa ch’io mi porto…&lt;br /&gt;e stasera, quando in cielo entrerò, l'azzurra soglia salutare fiero io potrò…&lt;br /&gt;ch’io porto meco a Dio, vostro malgrado, qualcosa senza piega e senza macchia…&lt;br /&gt;qualcosa… che sono io!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-116103464548538085?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/116103464548538085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=116103464548538085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116103464548538085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/116103464548538085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/10/una-delle-tracce-dei-prossimi-incontri.html' title='Una delle tracce dei prossimi incontri...'/><author><name>Eleanna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_uThyJfOEBG4/SYokfkp-CFI/AAAAAAAAAAM/IHa44mgRL_g/S220/DSCN0053.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-115316137438808015</id><published>2006-07-17T20:33:00.000+02:00</published><updated>2006-11-26T01:17:49.960+01:00</updated><title type='text'>Fernando Rielo</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amico,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;hai visitato la tua anima?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hai fatto turismo in lei?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti invito a viaggiar da lei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la prossima estate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti assicuro, vedrai strade con angeli &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che vivacemente passeggiano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e qualche volta li si sente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se vuoi, compriamo insieme il biglietto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ah! Fa che sia uno di prima classe,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un biglietto di andata e mai di ritorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Senz'altro da dirti...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un abbraccio,&lt;/span&gt; Fernando&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-115316137438808015?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/115316137438808015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=115316137438808015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/115316137438808015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/115316137438808015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/07/fernando-rielo.html' title='Fernando Rielo'/><author><name>Fabrizio Sebastiani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-115316095124554282</id><published>2006-07-17T20:21:00.000+02:00</published><updated>2006-07-17T20:33:26.616+02:00</updated><title type='text'>Quanto è robusta una corda?</title><content type='html'>Non si può mai sapere con quanta convizione crediamo a qualcosa, fino a quando la verità o la falsità di questo qualcosa non diventano una questione di vita o di morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo una corda: è facile dire che la crediamo sana e robusta finché la usiamo per legale un baule. Ma immaginiamo di doverci restare appesi sopra un precipizio. Non vorremmo prima scoprire fino a che punto ce ne fidiamo? Lo stesso vale con la gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per anni sarei stato pronto a dire che avevo completa fiducia in B.R. Poi venne il momento in cui dovetti decidere se confidargli o no un segreto molto grave, e questo dilemma gettò una luce del tutto nuova su quella che io chiamavo la mia "fiducia" in lui. Scoprii che questa fiducia non esisteva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Solo un rischio vero mette alla prova la realtà di una convinzione&lt;/span&gt;. A quanto pare, la fede (ciò che io credevo fosse fede) che mi permette di pregare per le altre anime, mi è sembrata forte solo perché non mi è mai importato gran che, non mi è mai importato disperatamente di quelle anime. Eppure ero convinto del contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il mio castello è crollato al primo colpo, è perché era un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;castello di carte&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fede che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"aveva messo in conto queste cose"&lt;/span&gt; non era fede ma fantasia. Metterle in conto non era vera partecipazione umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi fosse veramente importato, come credevo, dei dolori del mondo, non sarei poi stato travolto dal mio. Era  una fede immaginaria che si trasfullava con gettoni innocui con sopra scritto "malattia", "sofferenza", "morte", "solitudine".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credevo di avere fiducia nella corda, fincheé è venuto il momento di sapere se essa mi avrebbe retto. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ora&lt;/span&gt; che deve reggermi, scopro che la mia fiducia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non esiste&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Diario di un dolore&lt;/span&gt;", C.S. Lewis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-115316095124554282?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/115316095124554282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=115316095124554282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/115316095124554282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/115316095124554282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/07/quanto-robusta-una-corda.html' title='Quanto è robusta una corda?'/><author><name>Fabrizio Sebastiani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31209219.post-115311852799801528</id><published>2006-07-17T08:36:00.000+02:00</published><updated>2006-10-24T12:47:53.176+02:00</updated><title type='text'>L'inizio della storia...</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cenni storici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Nel gennaio del 1818 Antonio Canova, ormai all'apice della fama europea firmava per garantire il contratto di locazione del suo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;laboratorio di scultura&lt;/span&gt;", a favore del suo allievo prediletto, il promettente Adamo Tadolini: i locali all'angolo di Via del Babuino e Via dei Greci, nella zona di Roma tradizionalmente animata da botteghe di artisti, erano già da anni occupati dal Canova stesso, il qual vi aveva condotto a termine numerose commissioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Adamo Tadolini instaurò un intenso rapporto di collaborazione, ritenendolo il più capace dei suoi allievi e forse l'unico erede spirituale, affidandogli numerosi incarichi, concedendogli il compito di riprodurre, sotto stretta sua osservanza, le sue opere più celebri. Dal 1818 al 1967 l'Atelier è rimasto in possesso di quattro generazioni di scultori appartenenti alla famiglia Tadolini...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;...ma un bel giorno arrivammo noi&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ispirati, degustando un ottimo cappuccino in quell'elegante Museo Atelier di Via del Babuino, con il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nostro&lt;/span&gt; "Canova",  abbiamo dato vita ad una serie di incontri pomeridiani che, durante l'arco di quest'ultimo anno, hanno preso nome: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;DIALOGHI DELL'INTERIORITA'&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella prima mattina che entrammo nell'Atelier, incuriositi da un'enorme statua equestre che dominava l'atrio, venimmo invitati a prendere qualcosa perché... sorpresa!... il Museo era anche caffetteria, cioccolateria, sala da the...&lt;br /&gt;Come non approfittarne?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La particolarità di quel laboratorio artistico, fino a quel giorno sconosciuto, l'originale accostamento di bozzetti scultorei delle due scuole Canova-Tadolini... e poi, l'accuratezza, l'eleganza, l'estetica del servizio... molti furono i dettagli che contribuirono al nostro stupore, non meno che... al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sapore&lt;/span&gt; tutto speciale di quella colazione, così inattesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci scambiammo nostre impressioni, conversammo di estetica e delle sue affinità con il campo etico... in modo così vivace e gradevole, che subito pensammo all'Atelier come luogo ideale per invitare altri amici a trascorrere qualche momento dei nostri pomeriggi... tra un the e una conversazione interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscimmo più persuasi di sempre che... "il buon gusto è il maggiordomo della casa di un re". L'eleganza di certi ambienti interpella ciascuno a ripercorrere i musei della nostra interiorità, a ri-visitare le sale del nostro modo di esistere e di stare in noi e con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu così che poche settimane dopo iniziò l'avventura... verso i "tropici interiori".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31209219-115311852799801528?l=atheneumroma.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://atheneumroma.blogspot.com/feeds/115311852799801528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31209219&amp;postID=115311852799801528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/115311852799801528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31209219/posts/default/115311852799801528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://atheneumroma.blogspot.com/2006/07/linizio-della-storia.html' title='L&apos;inizio della storia...'/><author><name>Fabrizio Sebastiani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
