AVVISO

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Presentazione

Ideato degustando un buon cappuccino in un elegante museo-atelier romano, il Canova. Questa caffetteria ha dato vita ad una serie di incontri serali al fine di scoprire come coniugare il buon gusto, l'estetica e l'eleganza con tutti quegli aspetti del vivere quotidiano come: i nostri criteri o ragioni, i desideri, le paure, i dubbi, ecc. che possono diventare per noi delle trappole o dei trampolini.
In definitiva di visitare le sale del nostro modo di esistere, scambiandoci in un ambiente amichevole, le nostre opinioni e impressioni.

e quest'anno....

Il tema generale dell’Athenaeum della stagione 2009-2010 sarà "Muri e Ponti".

È il senso del contatto.
In una città vera...
sai, cammini e sfiori i passanti,
sbatti contro la gente.
Qui a Los Angeles nessuno ti tocca.
Stiamo tutti dietro vetro o metallo.
Il contatto ci manca talmente
che ci schiantiamo contro gli altri...solo per sentirne la presenza.

tratto dal film “Crash” (2004)

Quest'anno nei nostri “dialoghi dell’interiorità” parleremo di noi, parleremo di come siamo immersi nelle nostre vite, nei nostri problemi, tanto da non renderci conto di chi abbiamo attorno. Andiamo avanti e dietro per le strade sfiorandoci ma senza mai toccarsi. Sembriamo tutti dentro campane di vetro.

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29/apr/2008

La paura - Jesús Fernández (Roma, 28 marzo 2008)

Possiamo dire che la paura modifica la nostra forma di essere, anche se è una reazione normale adottata di fronte ad alcuni stimoli, come per esempio situazioni che ci angosciano o qualcosa che cattura la nostra attenzione; d’accordo con questo, esistono diversi tipi di paura a secondo del modo in cui viene percepita dalla persona:

Fisica: il corpo si prepara alla difensiva aumentando il ritmo cardiaco e respiratorio, a questo si aggiunge la preparazione del tono muscolare.

Istintiva: sviluppiamo con facilità timori a certi stimoli, come ad esempio ai serpenti o ai ragni. Anche se è più probabile che altri oggetti comuni causino dolore o danno (come il martello, un ventilatore elettrico,una presa elettrica, ecc...), è meno probabile che si sviluppino fobie per questi oggetti. Il perché di ciò, secondo Seligman, deriva dal fatto questi stimoli rappresentano pericoli negli inizi della storia umana. Per mezzo della selezione naturale, sono diventati stimoli condizionanti molto effettivi.

Psicologica: che risiede nel cervello, che decide quale situazione è pericolosa basandosi su esperienze vissute, supportate da timori esterni.

Spirituale o morale: gli psicologi ci assicurano che la tensione dell’allerta causata dalla paura è necessaria per vivere, serve per superare i pericoli reali, e per di più ci aiuta a difenderci dalla nostra angoscia. La nozione del pericolo fa parte della nostra vita e parla del nostro grado di socializzazione. A partire dai cinque mesi, il bambino lo si istruisce imponendogli una serie di limiti e tabù in favore della sua sicurezza. Dicendogli di un “no!” egli impara, per esempio, che non deve toccare le cose. La paura è ciò che può accadere, funziona perciò come avviso e sistema di allarme davanti ai pericoli reali e giustificati.

Il pensatore contemporaneo Fernando Rielo (fondatore delle missionarie e missionari Identes) nella sua filosofia psico-etica, afferma:

“La prima manifestazione della nevrosi dell’ego è il complesso o la sindrome della paura che si manifesta in tre stati fondamentali di carattere positivo e negativo:

1) stato di sentimento o affezioni durevoli e di poca intensità (simpatia, compassione, antipatia, rifiuto...)
2) stati di emozione passeggeri e più intensi dei sentimenti (impressioni per un fatto o situazione, paura...)
3) stati di passione o affezioni durature sentite con grande violenza (innamoramento, vendetta...)”.

Cristo ha un atteggiamento totalmente diverso, la sua attitudine psico-etica è quella di ‘non temete’, la quale produce l’affetto positivo che la parola esprime. Perché chi le pronuncia sta comunicando un’attitudine che ha tutte le virtù dell’energia estatica: l’amore, la pace, la sincerità, la fiducia, la generosità...

La credenza e la fede sono, per questo motivo, spirituale energia costitutiva e santificante, che risponde sovrapponendosi alla paura e a i suoi complessi. In altre parole se ci sforziamo di uscire da noi stessi (energia estatica), impareremo ad accettare e superare le paure. Due sono gli atteggiamenti da assumere per contrastare questi stati nevrotici del nostro ego: credere che sia possibile, che la psiche non può condizionare irrevocabilmente la nostra vita perché siamo stati costituiti non soltanto di una parte animica (vedi Atheneum di dicembre sulla persona) e impegnarci nell’uscire da noi stessi (energia estatica). Come? L’amore è la nostra chiave personale e di tutta la società intera, un atto di generosità senza interesse, pur semplice che ci appaia, è sanante per tutta la nostra persona.

Non è forse vero, che quando diciamo: ‘voglio fare un atto di fede in questa cosa’, ‘credo in questa persona’, ‘devo avere fiducia di me stesso’... dominiamo la paura trasformando i suoi complessi in valore, umiltà, sincerità, fiducia, prudenza...”?

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Commento della serata:

La nostra più grande paura?
Non è quella di essere inadeguati...
La nostra più grande paura è di essere potenti. Al di là di ogni nostra misura...
E’ la nostra luce e non la nostra oscurità che più ci spaventa...
Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo.
Non c’è nulla di illuminante nel chiudersi in se stessi.
Noi siamo nati per rendere manifesta la luce che è dentro di noi...
non solo in alcuni di noi ma in tutti noi,
e se riusciamo a farla risplendere inconsciamente diamo il permesso alle altre persone di fare lo stesso.
Appena noi ci liberiamo dalla nostra paura automaticamente diamo la possibilità a chi ci sta vicino di fare lo stesso.

Sampi

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